Copa America, Messi e la barba amuleto: "Se la taglio mi uccidono"

Il nuovo look di Messi? Tutta scaramanzia. Lo rivela lo stesso dieci argentino, che parla anche di Copa America e del record, a portata di mano, di Batistuta.

Lionel Messi, capitano dell'Argentina

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Se vi manca il Leo Messi sbarbato, con quel volto da eterno Peter Pan del pallone, forse dovrete aspettare fino al 26 giugno. Giorno della finale di Copa America, s'intende. Di sicuro, finché l'Argentina sarà in corsa per il trofeo del Centenario, la Pulce Atomica continuerà a sfoggiare la sua inedita barba incolta. Ci hanno provato i colleghi del Clarin a chiedergli se avesse intenzione di tagliarla. Ecco la risposta del capitano dell'Albiceleste:

Non ci penso assolutamente, i miei compagni di squadra non me lo consentirebbero.

Messi calcia su punizione nel match tra Argentina e Panama: l'esito era abbastanza scontato già dall'inizio...

Della serie: toglietemi tutto, ma non la mia barba. Dietro alla sua scelta, nessuna ferita da coprire né altri retroscena personali: si tratta in tutto e per tutto di una questione di cabala, di pura e semplice superstizione. Nel caso di Messi, addirittura di... sopravvivenza: 

Se mi azzardassi a tagliarla, i miei compagni mi ucciderebbero.

Messi divertito "ostaggio" dello spogliatoio, insomma, costretto a portare l'insolito fardello irsuto a furor di squadra. Quasi una ragione di Stato, per un Paese che crede fortemente nel trionfo finale della selezione guidata dal Tata Martino:

Crediamo che possa essere un amuleto per scacciare via la sfortuna una volta per tutte e vincere il titolo.

Nelle ultime due competizioni disputate, l'Argentina si è dovuta accontentare del secondo posto: prima ai Mondiali brasiliani del 2014 (battuta ai supplementari dalla Germania), quindi nella Copa America dello scorso anno, piegata solamente ai rigori dal Cile di Sampaoli. Per l'Albiceleste è arrivato il momento di salire sul gradino più alto del podio, soprattutto di interrompere un digiuno che non la vede padrona del torneo sudamericano dal lontano 1993. Con la precoce eliminazione di due favorite come Uruguay e Brasile, per la Nazionale capitanata da Messi la strada potrebbe essere davvero spianata.

Leo insieme all'altro blaugrana Mascherano: "Guai se ti tagli la barba!", sembra esclamare el Jefecito

Già all'esordio, la vittoria-vendetta contro il Cile ha aperto i rubinetti dell'ottimismo attorno ai biancocelesti. In quella partita, l'attaccante del Barcellona è rimasto in panchina per tutti i 90 minuti: colpa dei postumi dell'infortunio alla spalla, rimediato a fine maggio nell'amichevole contro l'Honduras. Nel mezzo, anche la deposizione in tribunale nel processo che lo vede imputato (insieme al padre) di evazione fiscale. Nell'ultima partita contro Panama (vittoria per 5-0 e passaggio ai quarti in tasca), Messi ha però dimostrato di aver superato i problemi dell'ultimo periodo: gli è bastato entrare a mezz'ora dal termine per siglare una tripletta. Con tanto di capolavoro balistico su punizione:

Sono felice di essere tornato, dopo questa pausa forzata. Sono contento sia per i gol che per il risultato. Tenevo una grande voglia di giocare, perché ho sempre una voglia infinita di stare in campo.

Lionel Messi è un autentico idolo anche negli Stati Uniti

I primi a beneficiare del suo rientro, sono i tanti tifosi statunitensi che vogliono sfruttare la Copa America ospitata in casa per ammirare le giocate del diez di Rosario:

Sono grato a tutte le persone che ho incontrato qui, mi hanno tutti trattato in maniera spettacolare e lo stesso vale per i miei compagni. È stato così dal momento che ho messo piede negli Stati Uniti. Il calcio qui ha acquisito un'importanza che prima non aveva, la gente lo segue con grande passione.

Grazie alle tre reti segnate contro Panana, Messi si è portato ad altrettante lunghezze dal record di marcature in Nazionale: ora è a quota 53, contro le 56 di un certo Gabriel Omar Batistuta:

Ma per me superarlo non è una priorità. Sono orgoglioso di essere così vicino a Bati, un goleador leggendario e unico per la nostra Nazionale. Per me però conta solo che la squadra possa vincere ancora e possa migliorare sempre di più.

Il "Re Leone" Batistuta, recordman di gol (56) con l'Albiceleste

L'altro protagonista del "duello", Gabriel Batistuta, si è dimostrato tutt'altro che geloso del possibile sorpasso da parte di Messi. Ecco le sue parole ai microfoni di Olé:

Sarebbe stato bello giocare con lui, mi sarebbe piaciuto molto perché è un grandissimo. Io ho raggiunto il record senza neanche rendermene conto.

Riuscirà Messi a superare l'ex attaccante di Fiorentina, Roma e Inter già durante la Copa America? Una cosa è certa: per battere il Re Leone, farsi crescere la barba è la strategia migliore.

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