Euro 2016, Gruppo C: Germania e Polonia in testa, ma quanta fatica

Esordio ok per i tedeschi: a Lille è 2-0, ma che cuore l'Ucraina. Milik decide la gara tra Polonia e Irlanda del Nord: l'attesa ora è per lo scontro diretto.

Shkodran Mustafi, primo gol in Nazionale per il difensore del Valencia

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Tutto secondo copione: Germania e Polonia in testa al Gruppo C, al termine della prima giornata. Nel pomeriggio, la formazione di Lewandowski regola di misura l'Irlanda del Nord: decisiva la rete di Milik nella ripresa. Poi è il turno dei campioni del mondo, che superano l'Ucraina con un gol per tempo (di Mustafi e Schweinsteiger le firme sul match). I tedeschi si confermano una macchina che produce occasioni da gol senza sosta, ma dietro qualcosa scricchiola e per poco la selezione di Fomenko non ne approfitta. L'attesa è ora tutta per lo scontro diretto di giovedì 16 giugno allo Stade de France: Germania e Polonia si giocheranno con tutta probabilità il primo posto nel girone.

Germania-Ucraina 2-0 (19' Mustafi, 92' Schweinsteiger)

Vincere ma non convincere, quantomeno fino in fondo. Succede, quando sei campione del mondo in carica, di trovare ombre anche dopo aver conquistato subito i tre punti all'esordio nell'Europeo. La formazione di Löw regola 2-0 l'Ucraina, nel combattuto e divertente match del Pierre Mauroy di Lille: vantaggio dopo 19 minuti con il colpo di testa dell'ex blucerchiato Mustafi, sigillo finale in pieno recupero firmato Schweinsteiger. L'Ucraina, dal canto suo, non ha gettato la spugna fino all'ultimo secondo. Prestazione encomiabile, quella degli uomini di Fomenko, dati per spacciati già prima del fischio d'inizio. Se Neuer ha ribadito di essere disumano nella tempestività robotica delle sue parate, se Boateng ha strappato applausi per il salvataggio sulla linea al 37', il merito è stato di un avversario che potrà dire ancora la sua in questo Europeo.

Dicevamo di Neuer: già dopo 4 minuti, il portierone del Bayern Monaco chiude lo specchio al velenoso tentativo di Konoplyanka. Si ripeterà alla mezz'ora, con il colpo di reni sul colpo di testa a botta sicuro di Kacheridi. Un'altra incornata, dieci minuti prima, aveva portato in vantaggio i tedeschi: pennellata su punizione di Kroos, inzuccata sotto l'incrocio di Mustafi. L'1-0 sembra spianare la strada allo strapotere teutonico: se non fosse per un super Pyatov, al 29' Khedira avrebbe già siglato il raddoppio. Di timori reverenziali, però, gli ucraini ne dimostrano davvero pochi e al 37' per poco non pescano il pareggio. Tocco morbido di Yarmolenko per Konoplyanka, sulla conclusione Boateng devia verso la propria porta: i giallo-azzurri sono già pronti a esultare, ma lo stesso centrale del Bayern s'immola e spazza sulla linea. Nel primo tempo c'è spazio anche per un gol annullato all'Ucraina, segno che la partita è tutt'altro che in cassaforte per i tedeschi.

Nella ripresa poi la formazione di Fomenko cala alla distanza, sovrastata dal vigore atletico e tecnico della Germania. Innumerevoli le occasioni create, ma non sfruttate, dai campioni iridati: dalla conclusione alta di poco di Kroos alle parate di Pyatov su Müller. Per poco, Mustafi non la combina grossa con un goffo retropassaggio che Neuer segue sollevato mentre sfila lontano dalla porta.

Scampato il pericolo, Löw fa rifiatare i suoi inserendo capitan Schweinsteiger: mossa stra-vincente, perché il centrocampista del Manchester United sigla il gol che fissa il risultato (piattone destro che non lascia scampo a Pyatov). È il 24° centro in 116 presenze con la Nazionale, il primo dopo un digiuno durato quasi cinque anni (non segnava dall'ottobre 2011, contro la Turchia). Festeggiano i campioni del mondo, ma la perfezione di Brasile 2014 (soprattutto davanti allo specchio) è ancora da ritrovare.

Polonia-Irlanda del Nord 1-0 (51' Milik) 

Nel pomeriggio, invece, chi si è accomodato sul divano per ammirare Lewandowski ha trovato e applaudito Milik. Controllo e interno sinistro, da vero attaccante qual è la stella 22enne dell'Ajax: il protagonista indiscusso del match dell'Allianz Riviera di Nizza tra Polonia e Irlanda del Nord è stato lui. Nel bene ma anche nel male: almeno due le occasioni solari sprecate in precedenza per il numero 7 biancorosso, la seconda sparata alta - alla mezz'ora del primo tempo - quando McGovern aveva già dipinta in volto la smorfia della rassegnazione. È bastato però il guizzo al 51', su assist dell'impeccabile Blaszczykowski, per regalare alla Nazionale che fu di Boniek e Lato la prima, storica vittoria agli Europei.

Già, proprio così: saranno pure arrivati terzi ai Mondiali del '74, avranno bissato il bronzo in quelli del 1982, ma nel torneo continentale erano ancora illibati. Alla terza partecipazione (dopo quella del 2008 e quella casalinga del 2012), il tabù è evaporato. Proprio come la resistenza indomita dei nordirlandesi, che hanno lasciato in patria velleità fantasiose e pruriti di bel gioco. Al fischio finale, il tabellino recita: 18 tiri per la Polonia di Nawalka, appena 2 per la Green & White Army. Nello specchio però rimarranno zero per tutti i 90 minuti. Nella prima frazione, gli uomini di O'Neill non collezionano neanche una conclusione degna di questo nome: non accadeva da Olanda-Italia, semifinale di Euro 2000 che gli azzurri vinsero ai rigori dopo una resistenza al limite dell'epico.

Non riesce la stessa impresa agli irlandesi del Nord, schierati con un 4-5-1 che era già tutto un programma. Un'uscita di Szczesny su Washington e una rovesciata da spiaggia dell'ex palermitano Lafferty, nell'ultima mezz'ora di gioco, le uniche emozioni offensive vissute dalla selezione anglosassone. Negli ultimi minuti capitan Davis non trova per un soffio la rete del pareggio, mancando l'appuntamento con il pallone. Per il resto, tutte le occasioni da gol sono state a marca polacca. Strepitoso il tentativo al volo del baby Kaputska al minuto 39, dello stesso tenore la risposta in tuffo di McGovern. Nel finale di gara, Krychowiak ha rischiato invece di emulare il francese Payet con un bolide dalla distanza che si è spento a pochi millimetri dal palo. Per il centrocampista del Siviglia sarebbe stato il giusto coronamento di una partita formidabile, premiata a fine incontro con il Man of the Match Award.

Saranno rimasti delusi invece quanti avevano scommesso su un Lewandowsi padrone del match: l'ariete del Bayern Monaco ha dovuto fare i conti con la gabbia asfissiante costruita ad hoc dagli avversari, ha sofferto senza poter ricevere palloni giocabili, ma da vero capitano si è sacrificato nell'aprire spazi per i compagni. Avrà tempo e modo per sbloccarsi, il re dei bomber dei gironi di qualificazione: sulla sua strada non incontrerà sempre questo genere di barricate umane. Se l'Irlanda del Nord, dal canto suo, vorrà giocarsi le chance di qualificazione, non potrà certo limitarsi a distruggere il gioco degli avversari. Buttarla dentro, in qualche maniera, è l'unica soluzione praticabile.

Prossima giornata

Ucraina-Irlanda del Nord: giovedì 16 giugno, ore 18, Stade de Lyon (Lione)

Germania-Polonia: giovedì 16 giugno, ore 21, Stade de France (Parigi)

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