Diamond League a Oslo: Trost e Grenot stelle italiane ai Bislett Games

I Bislett Games di Oslo si coloreranno di azzurro per la presenza di Alessia Trost nel salto in alto e della fresca primatista italiana dei 200 metri Libania Grenot nei 400 metri.

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Inizia per Alessia Trost e Libania Grenot il tour scandinavo che vedrà impegnate le due azzurre nelle due tappe di Diamond League di Oslo (9 Giugno) e Stoccolma (16 Giugno).

Trost disputerà la seconda gara stagionale in Diamond League dopo il buon terzo posto al Prefontaine Classic di Eugene con 1.92m nella gara vinta dalla statunitense Chauntie Lowe. Sulla pedana del Bislett Stadium la ventitreenne saltatrice di Pordenone affronterà l’amica spagnola Ruth Beitia, la polacca Kamila Kichwinko, medaglia d’oro ai Mondiali Indoor di Sopot 2014 e Laverne Spencer, attuale leader della Diamond Race con 16 punti.

La due volte campionessa europea under 23 e iridata juniores di Barcellona 2012 si è allenata in maggio in Spagna con Ruth Beitia in preparazione alla stagione outdoor. Con Ruth Alessia ha costruito un bel rapporto di amicizia nonostante il divario di età (tra la ventitreenne azzurra e la trentasettenne iberica ci sono ben 14 anni di differenza).

Io e Ruth abbiamo un bellissimo rapporto. Da quando abbiamo cominciato a gareggiare insieme si è sempre comportata come una chioccia con me. E’ sempre stata molto carina nei miei confronti. Abbiamo scoperto di avere molte cose in comune

ha detto la Trost. Alessia si allena insieme all’amica e corregionale Desirée Rossit, che di recente è cresciuta fino a ottenere il minimo olimpico con 1.94m a Namur in Belgio prima di vincere ai Campionati del Mediterraneo di Tunisi dello scorso fine settimana con 1.92, battendo di 2 centimetri l’altra azzurra Erika Furlani.

Sono molto contenta per la mia amica Desirée. L’1.94 ottenuto in Belgio l’ha proiettata ad un altro livello, dove la stavamo già aspettando tutti da tempo. Spero che il mio tecnico Gianfranco Chessa possa portare due atlete alle Olimpiadi. Devo tanto a Gianfranco che mi ha sempre permesso di allenarmi con la massima serenità anche nei momenti più difficili.

Alessia è cresciuta in una famiglia di sportivi. Agli esordi è stata seguita dal padre Rudi, podista a livello amatoriale. Fin da giovanissima ha dimostrato il suo grande talento. Nel 2009 si mise in luce eguagliando la migliore prestazione italiana under 18 indoor con 1.87m prima di vincere il titolo mondiale under 18 a Bressanone battendo la rivale russa Maria Kuchina, con la quale ha ingaggiato straordinari duelli fin dai tempi delle gare giovanili. Kuchina si prese la rivincita vincendo davanti all’azzurra alle Olimpiadi Giovanili di Singapore. Nel 2012 la saltatrice di Pordenone ha vinto il titolo mondiale juniores di Barcellona.

Nel 2013 ha conosciuto la sua stagione d’oro diventando la terza azzurra capace di volare oltre la barriera dei 2 metri a livello indoor a Trinec in Repubblica Ceca a 19 anni prima di piazzarsi quarta agli Europei Indoor di Goteborg e di vincere il primo titolo europeo under 23 a Tampere con 1.98m. Nel 2015 ha vinto la prima medaglia assoluta con l’argento agli Europei Indoor di Praga al termine di uno spareggio con Maria Kuchina prima di bissare l’oro agli Europei Under 23 di Tallin. Dopo essersi diplomata al Liceo Linguistico nel 2012, Alessia ha intrapreso gli studi di inglese e tedesco presso la Facoltà di Lingue Moderne a Udine. Trost ha sempre considerato come modello la croata Blanka Vlasic fin dagli esordi.

Per me il salto in alto è sempre stato sinonimo di Blanka Vlasic. E’ sempre stata lei l’esempio da seguire fin da quando la vedevo in televisione. In occasione del Golden Gala del 2013 dove gareggiai per la prima volta contro di lei, quasi non riuscii a reggere l’emozione incontrandola sull’ascensore dell’albergo che ci ospitava

L’altra azzurra in gara al Bislett Stadium sarà la campionessa europea in carica dei 400 metri Libania Grenot, che di recente ha migliorato il record italiano dei 200 metri con 22”56 (secondo tempo europeo del 2016) a Tampa in Florida togliendolo a Manuela Levorato che diciassette anni fa corse in 22”60 nella semifinale dei Mondiali di Siviglia.

Sulla pista norvegese Grenot si piazzò quarta nel 2014 nell’anno del suo titolo europeo a Zurigo. In questa stagione Libania ha realizzato il quarto tempo europeo dell’anno con 51”52 al meeting caraibico di St. Martin.

Grenot affronterà il duo giamaicano formato da Stephanie Ann McPherson e Novlene Williams Mills, pedine della staffetta 4x400 vincitrice ai Mondiali di Pechino 2015 e la statunitense Natasha Hastings, campionessa mondiale con la 4x400 ai Mondiali Indoor di Portland.

Libania Grenot

Grenot, atleta di origini cubane diventata italiana nel 2008 in seguito al matrimonio con Silvio Scaffetti, è maturata come atleta di livello internazionale grazie all’esperienza vissuta presso la IMG Academy di Bradenton in Florida nel gruppo di allenamento del guru della velocità statunitense Loren Seagrave, che segue anche la campionessa mondiale del salto in lungo Tianna Bartoletta e l’altra azzurra Gloria Hooper, di recente semifinalista ai Mondiali Indoor di Porland sui 60 metri e approdata al primato personale di 11”34 in Alabama.

Grenot, soprannominata la “Panterita” è figlia del sindacalista Francisco e della giornalista Olga. Gareggiò per il suo paese natale per l’ultima volta ai Mondiali di Helsinki 2005 prima del matrimonio nel 2006. Nel 2009 portò il record italiano dei 400 metri a 50”30 ai Giochi del Mediterraneo di Pescara.

Riuscire a battere il record di un’atleta come Manuela Levorato mi ha riempito di orgoglio. L’emozione del mio primo record italiano nel 2008 a Firenze è indimenticabile. Il primato dei 200 arriva invece da una Libania più donna e più consapevole ma il bello deve ancora venire. Il record non cambia nulla nell’ottica di questa stagione. I grandi obiettivi sono la difesa del titolo europeo a Amsterdam e le Olimpiadi, obiettivo per il quale sto lavorando a testa bassa.  Mi alleno con un gruppo pieno di atleti giovani e mi fa piacere condividere con loro l’esperienza che sto maturando negli Stati Uniti. Sogno la finale olimpica dei 400 metri dopo averla mancata di poco due volte a Pechino e a Londra.

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