Eva Carneiro ci ripensa, il Chelsea annuncia: "Accordo raggiunto"

L'ex medico del Chelsea ha deciso di ritirare le accuse di sessismo rivolte contro José Mourinho. Il comunicato del Chelsea: "Ci scusiamo per il disagio che le è stato causato".

Eva Carneiro all'uscita del tribunale

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È arrivata la parola fine alla querelle Carneiro-Chelsea. L'ex medico dei Blues, che inizialmente aveva rifiutato 1.2 milioni di risarcimento, ha ritirato le accuse di sessismo rivolte contro José Mourinho e ha trovato un accordo con club. Ad annunciarlo è stata la società londinese con un comunicato.

Il Chelsea è lieto di annunciare di aver raggiunto un accordo con la Dottoressa Carneiro. Il club si rammarica delle circostanze che hanno portato la Dottoressa Carneiro a lasciare il club e si scusa con lei e la sua famiglia per il disagio che le è stato procurato. Anche José Mourinho la ringrazia per il supporto eccellente che ha fornito alla squadra e le augura una carriera di successi.

La vicenda

Per chi non ricordasse i motivi che hanno scatenato il contenzioso, ecco un breve riepilogo della vicenda: al termine della prima giornata di Premier League, la dottoressa venne fortemente criticata da José Mourinho per aver malgestito l'infortunio di Eden Hazard. In quell'occasione la Carneiro entrò in campo e, a causa di ciò, il fantasista belga fu costretto a lasciare il terreno di gioco, con il Chelsea ridotto in 9 vista la precedente espulsione di Courtois.

Eva Carneiro denunciò sia la società per l'esonero, a suo dire ingiustificato, sia Mourinho, accusato di aver pronunciato frasi sessiste nei suoi confronti. In passato la Caneiro aveva anche declinato la proposta del club di essere reintegrata dopo l'esonero dello Special One

L'accusa

L'udienza aveva preso il via ieri al 'London South Employment Tribunal' di Croydon e sarebbe dovuta durare tra i sette e i dieci giorni. La testimonianza di Mourinho era attesa per lunedì prossimo. L'avvocato della Carneiro, Mary O'Rourke, aveva dichiarato:

Questa è la storia di due dipendenti, uno buono e uno cattivo.

Un giro di parole sin troppo esplicito, che fa riferimento alle parti in causa: Eva Carneiro da una parte e José Mourinho dall'altra. Ma il membro del QC (Queen's Council) ha continuato:

Il cattivo dipendente costringe quello buono a rinunciare al lavoro dei suoi sogni e il datore non fa nulla per fermarlo.

L'avvocato ha approfondito il discorso, entrando nel merito della vicenda:

Il cattivo dipendente ha rimproverato, discriminato sessualmente e retrocesso il buon impiegato solo per aver fatto il suo dovere. Invece di indagare e condannare il cattivo, il datore di lavoro gli permette di confermare il licenziamento e di continuare con la sua professione.

La difesa

Il Chelsea e Mourinho, messi con le spalle al muro, hanno cercato di reagire. Dopo la doppia proposta di risarcimento, l'avvocato della difesa ha fatto leva sul presunto arrivismo della dottoressa, interessata solo a farsi pubblicità:

Pur avendo dichiarato di non essere interessata ai media, ha rilasciato due interviste, ha partecipato a dibattiti in TV e ha assunto un consulente di media digitali (senza informare il Chelsea). E ancor più serio, ha messo delle voci in giro sul club, contravvenendo alle regole in tema di comunicazione del club.

Il Chelsea ha poi accusato la Carneiro di posizionarsi volutamente alle spalle di Mourinho per essere inquadrata dalle telecamere, di aver posato per dei fotografi, di aver firmato autografi e di aver nominato un calciatore della prima squadra dopo aver partecipato all''Ice Bucket Challenge' in un video su YouTube.

Infine, il club di Abramovic ha rivelato un retroscena economico. A fine agosto la dottoressa di 42 anni avrebbe chiesto un aumento di stipendio da 280 a 400mila sterline l'anno più bonus per rinunciare alla causa. Verità o diffamazione, non conta più. Eva Carneiro e il Chelsea si dicono addio una volta per tutte.

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