UFC 199, un'altra pagina di storia nelle MMA

Serata ricca di emozioni e meritevole di essere inserita nelle pagine di storia delle MMA. UFC 199 è stato uno dei migliori eventi dell'anno, senza se e senza ma.

michael-bisping

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Spesso si parla di sport e si sente dire che può succedere di tutto. Può sembrare il classico modo di dire, ma nelle MMA va preso davvero alla lettera.

Ciò che è successo a UFC 199 ha davvero dell'incredibile.

La card principale si è aperta con un match nella categoria dei pesi leggeri. Dustin Poirier (20-4), atleta davvero aggressivo e determinato che da quando è tornato nei pesi leggeri (155 libbre, 70 kg) ha dato vita a una vera e propria strage, sportivamente parlando. Poirier infatti ha vinto tutti e quattro i suoi incontri da quando è risalito nei leggeri, tre dei quali per KO. Bobby Green (23-7) è stato solo l'ultimo a farne le spese. Dopo aver impostato il match in maniera aggressiva ed essere rimasto concentrato davanti alle provocazioni di Green, Poirier ha imbastito un vero e proprio duello selvaggio con il suo avversario e lo ha sopraffatto più e più volte prima di metterlo KO con un micidiale diretto sinistro che ha superato la guardia di Green e lo ha mandato giù, inerme, al primo round. Sembra che Poirier, dopo la breve esperienza nei pesi piuma abbia ritrovato condizione e sicurezza nei pesi leggeri. 

Dustin Poirier vs Bobby Green
Dustin Poirier all'assalto di Bobby Green

A seguire, hanno infiammato la serata due pesi medi (185 libbre, 84 kg): il veterano Dan Henderson (32-14) e Hector Lombard (34-6-1, 2 NC), quest'ultimo di ritorno nella categoria dei medi dopo aver subito una sonora sconfitta contro Neil Magny nella categoria dei pesi welter (170 libbre, 77 kg). Henderson è agli sgoccioli della sua fortunata carriera, avendo compiuto ormai 46 anni, ma non ha ancora smesso di sorprendere. Alle prime battute fa partire una grandissima H-Bomb, soprannome affibbiato dai tifosi al suo overhand destro, un pugno che sembra avere la dinamite incorporata. Lombard resiste e va di rimessa con un bel colpo, arrivando poi a prendere una posizione di mezza guardia da terra. Le sorprese non sono finite, perché è Lombard poco dopo a riprendere il vantaggio con dei buoni colpi, Hendo resiste a malapena.

La vera sorpresa arriverà nel secondo round, quando Lombard decide di stare in piedi davanti a Henderson che, sebbene in età avanzata, ha ancora abbastanza potenza da far tremare chiunque. Ricordiamo che Henderson è riuscito a mettere KO Fedor Emelianenko, uno dei più grandi pesi massimi della storia e Hendo adesso combatte nei medi, a ben due categorie di distanza. All'improvviso Henderson prova un calcio alla testa, ma è debole così Lombard lo afferra. Henderson ne approfitta per colpire Lombard con una gomitata di violenza inaudita alla tempia, finendo poi il lavoro a terra e portando il match a casa per KO, dimostrando ancora una volta che il vecchio cuor di leone è ancora vivo dentro di lui.

Hendo
Dan Henderson dopo la vittoria su Hector Lombard

Il terzo match della card principale ha visto affrontarsi nella categoria dei pesi piuma (145 libbre, 67 kg) il numero 4 e il numero 5 di categoria, Max Holloway (16-3) e Ricardo Lamas (16-5). Holloway ha portato a casa, per decisione unanime, un combattutissimo match che lo ha visto dominare le prime due riprese, con grandi scambi in piedi, e difendere ottimi takedown effettuati dal suo avversario. Nell'ultimo round Lamas è venuto fuori, ma non è bastato. I due si sono distinti per l'ottimo uso della distanza, nonché per un apprezzabile lavoro di gambe. Ultimi dieci secondi del match da cinema, coi due che, senza tenere minimamente la guardia, hanno dato un mutuo consenso ad iniziare uno scambio selvaggio e cruento, terminato con il suono della campana. 

Holloway vs Lamas
Max Holloway alza le braccia al cielo dopo la vittoria su Ricardo Lamas

Il co-main event della serata ha visto Dominick Cruz (22-1) difendere con successo il titolo dei pesi gallo dall'assalto dell'esperto Urijah Faber (33-9). Cinque round di vera guerra psicofisica fra i due, con buoni momenti per entrambi. Cruz in realtà non è stato praticamente mai in seria difficoltà, al contrario di Faber che ha subito l'offensiva e lo stile non ortodosso del Campione. Nel terzo round in particolare, un sinistro chirurgico di Cruz è andato all'indirizzo del mento di Faber. 'The California Kid' comunque ha resistito in maniera coriacea ed è riuscito a colpire con un upkick da terra Cruz, rallentandolo. Faber ha poi umilmente completato ogni round soffrendo - specie nel quinto - la pressione che Cruz gradualmente ha portato. Ottima la prova da parte di entrambi. Cruz ha dimostrato di essere legittimamente il campione indiscusso, Faber ha dimostrato di potersi giocare con chiunque un match al limite delle 135 libbre. 

Cruz vs Faber
Dominick Cruz cerca il superman punch contro Urijah Faber

La vera sorpresa è arrivata nel main event della serata.

Michael Bisping (29-7), il Conte, ha accettato di affrontare il Campione dei pesi medi Luke Rockhold (15-3) con appena 17 giorni di preavviso. Ora, non c'è bisogno di ricordare le imprese di Luke Rockhold di cui abbiamo ampiamente discusso in precedenza. Vi basti sapere che fra gli esperti del settore, come ad esempio gli analisti di mmajunkie.com, non ce n'era uno che credesse nella redenzione dell'inglese. Eppure Bisping, nonostante lo scetticismo generale nei suoi confronti, ha probabilmente messo a segno l'upset dell'anno. Rockhold è partito sicuro e forte, ha provato a stanare Bisping, lo ha colpito duramente con dei bei calci alla testa, ma l'inglese non si è fatto sorprendere. Quando mancava appena un minuto e mezzo alla fine del primo round Bisping ha imbastito un assalto dalla media distanza per far fronte alla pressione di Rockhold che gli stava tagliando ogni via di fuga e lo stava costringendo a parete. Montante destro al mento, gancio sinistro e Rockhold è capitolato, schiena contro la gabbia. Da lì è stato tutto in discesa, breve ground and pound e l'arbitro ha stoppato l'incontro. Michael Bisping, dopo dieci anni di gavetta e sacrifici dentro l'ottagono più famoso del mondo, si è finalmente laureato campione dei pesi medi UFC. Una carriera in crescendo, che aveva visto nella vittoria su Anderson Silva la sua soddisfazione più grande fino all'epilogo di UFC 199

L'aura di imbattibilità di Luke Rockhold si è incrinata, sebbene l'ormai ex campione non si arrenderà certo così. Rockhold vantava una vittoria ai danni di Bisping e i due potrebbero risolvere la questione in un ultimo match che chiuderebbe una trilogia. 

Intanto una nuova pagina nella storia delle MMA è stata scritta.

Bisping vs Rockhold 2
Michael Bisping cerca la mandibola di Rockhold con un jab

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