Amichevole, Italia-Scozia 1-0: decide il destro di Pellè

All'Italia di Conte basta un destro di Pellè, la Scozia viene regolata con il minimo scarto. Adesso Conte si può concentrare sulla scelta dei 23 convocati per Euro 2016.

Pellè, gol contro la Scozia

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Una scelta cambia il futuro. Una scelta si fa in pochi secondi, ma la si può scontare per tutta una vita. Già, Antonio Conte fra qualche ora sarà di fronte ad un bivio: decidere sulla base di quanto visto, per il bene dell’Italia intera. Martedì sera il dado verrà tratto, Conte proclamerà i 23 nomi che parteciperanno all'Europeo. E intanto, il cuore azzurro batte nel penultimo test contro la Scozia.

Fino all’ultimo respiro. Con tutti i brividi tipici delle amichevoli della nazionale, ancora di più se queste sono antecedenti ad una grande manifestazione. Le battaglie transalpine incombono e dunque oggi non si poteva sbagliare. Insomma, Italia-Scozia nessuno la considerava un mero test amichevole. Il capopopolo Conte si aspettava delle risposte definitive, che in parte ci sono state.

La Scozia è l’unica sorella britannica assente ad Euro 2016, ma poco importa perché la banda Srtrachan si sta plasmando per il Mondiale 2018. Sì, l’esercito scozzese ci teneva a ben figurare, ma il cuore azzurro ha prevalso sui rivali anglosassoni. L’aitante prepotenza fisica del muro difensivo, colorato di bianconero, è la solida base su cui il ct costruirà il cammino francese. Ovvio, i trionfi di maggio non decidono nulla, piuttosto aumentano consapevolezza e determinazione. E così è stato. Buffon e compagni, contro gli scozzesi, hanno fatto scacco matto in una sola mossa, grazie al magico destro di Graziano Pellè ad inizio secondo tempo. 

Primo tempo

A Malta si fa l’Italia, l’Italia di Euro 2016. Gli azzurri sono tiranni e, da subito, dettano legge nel prato maltese del Ta' Qali National Stadium. Eder e Pellè si sbattono e cercano l’uno contro uno per spezzare l’avamposto scozzese. Conte, al netto delle assenze di Marchisio e Verratti, si spreme le meningi donando nuova linfa alla mediana azzurra. Daniele De Rossi è l’usato sicuro, ma il romanista non è il gladiatore di una volta e soffre per un tendine d’Achille acciaccato. Ma non c’è tempo per i problemi, e Chiellini e compagni decidono di metterci il cuore. Dopo pochi secondi, l’Italia aggiorna subito la contabilità delle occasioni: Darmian scocca il cross con  il mancino, ma Pellè cicca il pallone da posizione favorevole. A stretto giro di posta l’urlo italiano viene strozzato dal doppio miracolo di Marshall. Il portiere scozzese mette una pezza su un piazzato di Candreva, poi chiude la porta sulla ribattuta di Giaccherini.

Dagli spalti le note delle cornamuse scozzesi infondono fiducia alla squadra capitanata da Fletcher, ma l’inerzia della partita sorride agli azzurri. Anche se, scollinato il 25’, il ritmo della gara cala vertiginosamente. Le offensive italiane sono solo effimere illusioni: Candreva lotta su ogni pallone, per carità, ma ha le polveri bagnate. Stessa cosa per Giaccherini che, pur rimanendo lontano dal gioco, si rivela il più pericoloso: alla mezz'ora De Rossi firma un meraviglioso innesco tra le linee, Giaccherini si inserisce e prova un’acrobazia che svernicia il palo di Marshal. La squadra applica gli schemi provati in allenamento ma non lascia spazio alla fantasia. 

Secondo tempo

Gli azzurri, nella ripresa, corrono più del primo tempo, ma le tossine dello stage di Coverciano si fanno sentire. Antonio Conte, sicuramente, negli spogliatoi avrà strillato il suo undici, e il campo conferma la sensazione. Conte non sventola la girandola delle sostituzioni, mandando in campo i suoi con lo stesso vestito del kick off. James McArthur è una macchina taglia-cuci, la manovra italiana rischia di essere anestetizzata. Poi l'Italia, finalmente, si desta.

Al 57' Pelle recupera una seconda palla dal limite, si porta avanti la sfera con il destro ed esplode un missile terra-aria che buca la rete difesa da Marshall. Gli azzurri stappano la partita, adesso Conte può fare esperimenti. Subito dopo il gol del vantaggio, Insigne e Bernardeschi rilevano rispettivamente Eder e Darmian. Spazio all'estro e alla fantasia, il giro palla diventa subito più fluido. L'ex tecnico della Juventus, poi, suggella la rivoluzione della ripresa inserendo Parolo in luogo di Candreva e Zazà al posto di Pellè. Non solo, perché nelle vene azzurre scorrerà anche del sangue brasiliano grazie all'entrata in campo di Jorginho.

Il salvifico destro di Pellè terrà avanti gli azzurri per i restanti minuti di partita, anche se Buffon verrà elettrizzato da un insidioso mancino di Ritche, originatosi da un errato disimpegno del neo entrato Bernardeschi. Questo, però, è l'unico pericolo patito dal blocco bianconero. Insomma, la determinazione c'è, ma per gli ex campioni del mondo manca ancora la brillantezza nella manovra. 

Euro scelta

Il profeta Conte può andare a dormire fiducioso, riposando anima e corpo in vista della complicata cernita di martedì. Sull’aereo destinazione Francia tutti vorrebbero salire, ma ci sarà posto per soli 23 passeggeri. Ovviamente, Conte si dovrà mettere una mano sul cuore, perché tutta la sua truppa ha dimostrato la voglia di prendere parte alla missione europea. Una ‘mission impossible’, o quasi. Antonio, però, lo sa: il taglio delle risorse umane è l’aspetto più scomodo per un ct. E per questo opererà esclusivamente per il bene dell'Italia. Ecco le parole del commissario tecnico a fine partita:

Ci abbiamo messo molto impegno. Il campo, però, non ci ha aiutato viste le pessime condizioni del terreno. I ragazzi sono stati determinati. Ovvio, c'è davanti un percorso difficile, ma questo lo sappiamo. Pensiamo alle cose positive, non abbiamo preso gol. Difficilmente dormirò, l'adrenalina è alta. Bravo De Rossi, ha dato discrete risposte.

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