La notte in cui nacque il calcio: un segreto per undici gentlemen

La Football Association è nata di notte in gran segreto per decidere le sorti del calcio. Un'abitudine che da quelle parti è dura a morire...

Londra immersa nella nebbia

776 condivisioni 8 commenti

di - | aggiornato

Share

Il 1863 è un anno fondamentale, pieno di eventi piccoli e grandi, di quelli che davvero cambiano il mondo e il modo in cui esso viene percepito. E infatti si apre con un avvenimento importantissimo: il 1° gennaio il presidente degli Stati Uniti d’America Abramo Lincoln, proclama l’abolizione della schiavitù, ed è anche l’anno in cui apre la prima sezione della metropolitana di Londra, viene costruita la Gare du Nord a Parigi e a Milano viene fondato il Politecnico. Un anno di cambiamenti, di rivoluzioni e grandi novità.

Uno dei primi tunnel metropolitani di Londra
Lavoratori immortalati durante gli scavi di uno dei primi tunnel metropolitani di Londra

Nella notte del 26 ottobre ci fu un altro avvenimento storico, uno di quelli che avrebbe cambiato in modo consistente il futuro, e non solo quello direttamente prossimo dei protagonisti di questa vicenda: undici gentiluomini inglesi, proprietari di altrettanti club, si incontrarono in gran segreto a Londra, presso la Free Manson’s Tavern, per dar vita alla prima federazione calcistica nazionale, la Football Association.

Lo scopo primario della riunione era di codificare finalmente un regolamento unitario e organico, che riuscisse a soddisfare le esigenze dei leader delle due fazioni, che come in ogni incontro decisivo, si erano venute a creare: da una parte Mr. Campbell, che intendeva consentire il gioco sia con le mani che con i piedi, mantenendo la sua impostazione di duro scontro fisico, dall’altra Mr. Ebenezer Cobb Morley, capitano del Burnes Club, teso ad eliminare qualsiasi violenta componente rugbistica, limitando invece il gioco al solo uso dei piedi.

Alla fine fu la fazione di Cobb Morley ad avere la meglio e furono loro a decidere le regole del gioco, ma non senza qualche problema. Ci vollero sei riunioni per provare a stilare un vero e proprio regolamento, passato alla storia come il "Laws of the Game", anche se era davvero moto distante da quello che vincola oggi i nostri incontri sportivi: l’unica legge fondamentale era che i calci si potevano dare solo al pallone, ma per il resto le partite duravano circa tre ore, e non c’era nessun limite al numero di giocatori, tanto che questi, quando la palla viaggiava lontano dalla loro zona di campo, si intrattenevano chiacchierando con gli avversari o addirittura fumando un buon sigaro. Le porte erano molto più strette di quelle odierne ma molto più alte, e i due pali erano uniti da una fune a cinque metri di altezza. Il fuorigioco invece esisteva già, ma assumeva un valore molto più "nobile”, perché segnare alle spalle dell’avversario era considerato un atto vile e sleale.

Quelli dalla parte del rugby, a cui piaceva tanto inseguirsi ed afferrarsi senza complimenti, ne rimasero poco convinti, ma comunque venne sancito che il 2 gennaio 1864 si sarebbe tenuta la prima partita con le nuove regole stilate della FA, a BattlesPark. La curiosità però era tale che nessuno tra proprietari e giocatori riuscì ad aspettare la data stabilita e anticiparono la partita, nonostante Cobb Morley si dimostrò severamente contrario: il 19 Dicembre 1863 i Barnes scesero in campo contro i loro vicini dei Richmond F.C., a Mortlake. Tutti erano entusiasti, la frenesia era palpitante, l’eccitazione usciva dal campo da gioco. E invece la partita si rivelò un fiasco: finì 0-0, nessuno venne impressionato dalla nuove regole e addirittura i giocatori del Richmond, quasi annoiati dalla mancanza di una vera fisicità, ritirarono la loro iscrizione alla FA.

I piccoli allievi di una scuola calcio di Londra
I piccoli allievi di una scuola calcio di Londra, delusi durante una partita

Fu questo evento a sancire il definitivo divorzio tra la Federazione calcistica e quella che, solo nel 1871, diventerà la Rugby Football Union: la goccia che fece traboccare il vaso fu la definitiva esclusione dell’hacking, ovvero il colpo agli stinchi. I calciatori proprio non riuscivano a far capire ai rugbisti che quel colpo per loro era veramente pericoloso, oltre che dannatamente doloroso. I rugbisti si offesero, la presero sul personale, si sentirono trattati come dei violenti senza nessuna giustificazione e allora si ritirarono tra di loro, in un campionato in cui nessuno li criticava per una spallata in più, e nel quale potevano sfogarsi in tutti i placcaggi che desideravano.

Singolare che nonostante questa pretesa non violenza, per i primi venti anni furono gli stessi giocatori della FA ad auto giudicarsi, sanzionando i falli che venivano commessi con una semplice alzata di mano. Fortunatamente decisero quasi subito di negare la possibilità di vestire protezioni metalliche, ma evidentemente serviva una figura più autoritaria visto che nacque l’arbitro, che però inizialmente si tenne ben lontano dal campo da gioco, fischiando i falli dalla tribuna, forse per evitare ripercussioni... personali. La prima volta che si decise a mischiarsi finalmente con i calciatori, venne sanzionato il primo calcio di rigore della storia, dando il meritato credito alla campagna della stampa inglese che si batteva per far terminare le carneficine di giocatori nell’area piccola.

il fischio iniziale ai primi del '900
Uno dei primi arbitri sul campo di gioco

Le regole e il sistema di gioco della FA hanno fatto da scuola a tutte le successive associazioni calcistiche, in particolare alle altre federazioni britanniche, insieme alle quali la FA formò l’IFAB, il tempio delle regole del calcio, l’unico organismo deposto per custodirle, modificarle e deliberarne di nuove.

Ma l'unica regola, che pare si sia perfettamente tramandata nelle alte sfere del mondo calcistico inglese, è quella di organizzarsi in gran segreto: il 27 maggio 1992, per esempio, ci fu il famoso scisma da cui nacque la moderna Premier League. In seguito la FA venne relegata a un ruolo puramente formale: le ventidue squadre della vecchia First Division si dimisero in blocco, pretendendo di contrattare singolarmente i propri diritti televisivi e le relative sponsorizzazioni.

Share

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.