Finale Coppa Italia: Milan per l'Europa, Juventus per la storia

Brocchi in 90 minuti si gioca la panchina del Milan: se perde, in Europa League andrà il Sassuolo. La Juve vuole la seconda doppietta di fila campionato-Coppa Italia.

Roma 2016, finale Coppa Italia

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C’era una volta una classica del calcio italiano. Milan-Juventus, tempo fa, era più di una partita. Campionato, Europa o Coppa Italia poco importava, si trattava sempre di una sfida straordinariamente affascinante, che incollava milioni di persone alla tv e le faceva emozionare. Adesso, però, qualcosa è cambiato. 

Questa sera al teatro dell’Olimpico di Roma andrà in scena la finale della 69esima edizione della Coppa Italia. E, appunto, a duellare ci saranno Juventus e Milan. A render ancor più speciale questa notte, sugli spalti siederanno più di 67.000 spettatori. Sul tappeto verde, invece, si contenderanno la gloria due formazioni dallo stato di salute differente.

Roma, finale Milan-Juventus
Juventus, campione d'Italia

Da un lato la Vecchia Signora del calcio, una donna in là con l’età, ma che a dispetto delle leggi naturali non invecchia mai. Dall’altro un diavolo malato con il cuore rossonero in frantumi. Relegato al settimo posto in campionato e sorpassato dal Sassuolo, il Milan ha vissuto una stagione funesta. L’acme del male milanista ha avuto il suo culmine con l’esonero di Sinisa Mihajlovic.

Il sergente serbo, dopo aver donato identità ai rossoneri con un sobrio 4-4-2, è stato delegittimato al tramonto della stagione per far spazio al tecnico esordiente Cristian Brocchi. Il cambio di panchina, però, non ha risolto i problemi. Anzi, il Milan naviga a vista, in balia della tempesta abbattutasi su Via Aldo Rossi. La società meneghina si interroga: vendere ai cinesi, o andare avanti con la proprietà italiana? Sentenza sospesa. Questa sera non ci sarà spazio per le domande, perché di fronte a sé il diavolo avrà la Juventus.

Milan-Juventus
Brocchi, allenatore Milan

Al contrario di un squadra lungodegente, i bianconeri sono un marchingegno trita-record: solidi, cinici, belli e divertenti. Da un lustro, ormai, la Juve si divora i campionati come fossero noccioline. Ma per gli uomini di Allegri, le motivazioni non mancheranno di certo. Ovvio, siamo lontani dall'appassionata notte di Manchester 2003, quando Milan e Juventus s'affrontarono in finale di Champions League. Tuttavia, i 90 minuti dell'Olimpico avranno un valore assoluto non indifferente.

Qui Milan

Vincere è l'unica cosa che conta. I ragazzi di Brocchi, per 90 minuti, plageranno la Juventus della storica espressione di Giampiero Boniperti. Già, il Milan non deve fallire: trionfando nella finale di Coppa Italia, staccherebbe il pass per accedere all'Europa League. Non solo: vincendo contro i bianconeri, il Milan lustrerebbe la sua bacheca dopo cinque anni di astinenza da trofei. Per l'occasione, il presidente Silvio Berlusconi ha suonato la carica ai suoi giocatori, ribadendo l'importanza cruciale di questa gara. Una sorta di partita della redenzione, 90 minuti di passione per mettersi alle spalle una stagione nefasta.

La vittoria della Coppa Italia darebbe un significato nuovo alla stagione. Bisogna dare tutto quello che si ha dentro e anche di più. Sarebbe un risultato troppo importante per il Milan, in virtù dell'ingresso diretto in Europa, il nostro habitat naturale.

Questa sera il Milan vestirà l'abito del 4-3-3. Un modulo atipico, visto il recente passato. Cristian Brocchi tornerà alle origini della stagione, buttando però un occhio al futuro. Il 4-3-3 fu il modulo utilizzato da Mihajlovic agli albori della sua avventura a Milanello, poi sconfessato per un più rudimentale 4-4-2. La novità più important sarà l'abbandono del tanto agognato trequartista. Perché il Milan attuale, verosimilmente, non ha in bottega un giocatore all'altezza per questa delicata posizione.

Berlusconi vuole il 29esimo trofeo
Berlusconi, presidente Milan

In porta, non ci sarà spazio per il congedo al calcio di Abbiati: tra i pali giocherà Donnarumma. La difesa, per 3/4, sarà giovane e italiana: stante le pesanti assenze dei terzini Abate e Antonelli, sulle corsie esterne ci saranno il giovane Calabria a sinistra, mentre De Sciglio correrà sul versante opposto. In mezzo spazio a Romagnoli-Zapata. A centrocampo, accanto al capitano Montolivo, lotteranno Kucka e Poli. Davanti largo al tridente fantasia, con Bonaventura e Keisuke Honda ai lati del colombiano Carlos Bacca, quest'ultimo autore di 20 reti complessive in stagione.

Insomma, per il diavolo la notte romana profuma d'Europa. Anche se, in caso di sconfitta rossonera, la sentenza espressa dalla Serie A sarebbe inappellabile: Sassuolo in Europa League, in virtù del sesto posto in campionato.

Qui Juve

La via di Roma porta alla storia. Per la tiranna Juventus sarà una battaglia da vincere, a tutti costi. Nel confine italiano nessuno per due anni consecutivi ha scolpito la doppietta campionato e Coppa Italia. Chiellini e compagni bramano di espandere il proprio dominio e, almeno sulla carta, l'operazione ha ottime probabilità di riuscita. I campioni d'Italia sono arrivati nella Città Eterna con le valigie piene di certezze: 34 punti di distacco sul Milan in classifica e due confronti diretti in campionato vinti. Insomma, sembrerebbe una sfida impari. Ma il calcio molte volte ha regalato sorprese bene più clamorose, e Allegri lo sa bene.

Non vedo perché debba essere una partita facile. Sia chiaro, non esistono finali facili. Questa deve essere la normalità per noi: giocare una finale e vincerla. Perché l'anno prossimo dovremo lottare per vincere il sesto scudetto di fila - impresa mai riuscita a nessuno -, la Champions e di nuovo la Coppa Italia.

Al cospetto del diavolo, Allegri si affida alle certezze: difesa a tre con Rugani a rilevare lo squalificato Bonucci, un extraterrestre come Pogba in mezzo al campo coadiuvato da Hernanes e Lemina, con Lichtsteiner  ed Evra esterni. In attacco spazio al duo Dybala-Mandzukic. Per il resto, un centrocampo da inventare, al netto delle assenze dei colossi Marchisio e Khedira. Se ad inizio stagione queste perdite hanno pesato, ora è tutta un'altra storia. La Juve può far male anche con altri interpreti: Lemina, Asamoah, Sturaro e Pereira, in quattro per due maglie.

La tattica, però, lascia  il tempo che trova. Juve per la storia, Milan per rialzarsi, con la vox populi rossonera che invoca la cessione del club. A proposito, Berlusconi sogna il 29esimo titolo della sua presidenza rossonera. E chissà, un'inaspettata vittoria del Milan potrebbe far desistere Berlusconi dall'immediata vendita della società, con buona pace dei suoi tifosi.

Le probabili formazioni di Milan-Juventus

Milan (4-3-3) - Donnarumma; Calabria, Zapata, Romagnoli, De Sciglio; Kucka, Montolivo, Poli; Honda, Bonaventura, Bacca. All.: Brocchi.

Juventus (3-5-2) - Neto; Rugani, Barzagli, Chiellini; Lichtsteiner Lemina, Hernanes, Pogba, Evra; Dybala, Mandžukic. All.: Allegri.

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