Atletico Madrid, il Cholo Simeone e la sindrome di Stendhal

Simeone ha riacciuffato una stagione che sembrava già chiusa in partenza, il suo Atletico ha sconfitto il Bayern Monaco e ha agganciato la testa della Liga.

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Una sensazione visiva così emozionante da lasciare senza fiato. Si chiama sindrome di Stendhal e deve essere ciò che ha vissuto Diego Pablo Simeone mercoledì sera sul prato del Calderon. Il suo Atletico Madrid ha sconfitto il Bayern Monaco e ha agganciato la testa della Liga, in scomoda condivisione con un Barcellona che sembrava irraggiungibile fino a un mese fa.

La carica di Diego Pablo Simeone

Ma in 60 giorni è cambiato tutto. Simeone ha riacciuffato una stagione che sembrava già chiusa in partenza. Anzi, dalla terza giornata, quando El Niño Torres lo aveva illuso prima che il Barcellona lanciasse la prima fuga stagionale. Proprio quel Niño che lo aveva fatto aspettare quattro lunghissimi mesi per sbloccarsi, trovando il benedetto gol numero 100 della sua storia colchonera.

Simeone ha sempre lavorato a modo suo, luci spente, basso profilo e tanta garra. Perché il Cholo è il ritratto della grinta, come quella che aveva dipinta in volto per zittire il Bernabeu che inneggiava al nuovo allenatore del Real Madrid. Ma il Cholo è anche il ritratto dell'eccesso, come quella palla di troppo che è partita dalla sua panchina per fermare un inutile contropiede del Malaga e che lo costringerà a vivere il finale di stagione lontano dal suo amato prato verde del Calderon, perdendosi l'ultima giornata casalinga. Con Liga e Champions ancora in palio e con buona pace di Stendhal.

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