Leicester, il difficile viene dopo. Il caso del Kaiserslautern 1998

Nel 1998 il Kaiserslautern vinse la Bundesliga da neopromosso, ma poi non riuscì a riconfermarsi a causa di dissidi interni. Un monito per Ranieri e il Leicester.

Kaiserslautern

752 condivisioni 51 commenti

di

Share

Il Kaiserslautern è una squadra tedesca che attualmente naviga nella parte destra della classifica della 2. Fußball Bundesliga, la Seconda Divisione di Germania. I suoi momenti d'oro, in cui riuscì a vincere quattro titoli nazionali, risalgono agli anni '50 e '90. Suscitò particolare clamore in tutta Europa - proprio come ora sta accadendo per la marcia del Leicester - soprattutto la sua vittoria in Bundesliga nella stagione 1997/98. 

Anche allora il campionato tedesco era dominato da Bayern Monaco e Borussia Dortmund, ma in quell'anno la squadra del Diavolo Rosso, guidata da Otto Rehhagel, riuscì nella  storica impresa di vincere il titolo da neopromossa, una cosa mai riuscita prima a nessuno. Come Ranieri oggi al Leicester, Rehhagel mise insieme un team affiatato, senza superstar, lasciando ai giocatori grande libertà, dentro e fuori dal campo. 

Lo svizzero Ciriaco Sforza, capitano del Kaiserslautern che vinse la Bundesliga nel 1998

Andree Wagner, tifoso e studioso del Kaiserslautern che ha seguito da vicino quel successo, ha ricordato a SkySports: 

Nel 1997, ritornati in Bundesliga, l'obiettivo per la nuova stagione era uno solo: rimanerci.  I tifosi amavano la squadra perché era un fantastico mix di calciatori. Fra squadra, allenatore e tifosi si era creata un'unione fortissima. I giocatori si aiutavano l'uno con l'altro, senza gelosie.

La partenza fu al fulmicotone, alla prima giornata arrivò la vittoria per 1-0 sul Bayern. A dicembre i punti in classifica erano 33 sui 42 disponibili. All'inizio del girone di ritorno il K'lautern sconfisse di nuovo i bavaresi, stavolta per 2-0, e, pur fra alti e bassi, proseguì la marcia verso il titolo. Ricorda ancora Wagner:

Il grande merito di Rehhagel fu di tenere i giocatori con i piedi per terra, non parlò mai di titolo, fino alla fine, e riuscì a far viaggiare la squadra quasi sotto traccia.

Rehhagel, proprio come Ranieri, aveva già una grande esperienza di calcio ad alto livello e sapeva bene quanto fosse importante tenere la squadra al riparo da troppe attenzioni. Ma le analogie con le Foxes non si fermano qui, perché anche il manager tedesco arrivò al titolo riuscendo a ottenere un perfetto meccanismo sul campo, dove tutti si dedicavano alla fase difensiva, con grande applicazione, e poi ripartivano all'attacco, dove riuscivano a essere micidiali.

I giocatori più conosciuti di quella formidabile macchina da guerra erano il capitano Ciriaco Sforza, centrocampista svizzero con un passato non indimenticabile anche nell'Inter, un declinante Andreas Brehme, ormai spremuto dalle volate sulla fascia sinistra in maglia nerazzurra, e un giovanissimo Michael Ballack. Pochi, probabilmente, ricordano invece Olaf Marschall, che coi suoi 21 gol arrivò secondo nella classifica marcatori e diede un contributo decisivo alla conquista di quella Bundesliga.

Otto Rehhagel col trofeo per la vittoria del Kaiserslautern in Bundesliga

Quella per il titolo fu una festa senza precedenti per la città, durò una settimana con Kaiserslautern che era tutta un mare rosso. Ma, dopo il miracolo, alla società non riuscì la gestione della fase successiva. Qualcuno venne ceduto, i sostituti non si rivelarono all'altezza, Rehhagel arrivò allo scontro con Sforza e con qualche altro giocatore. L'armonia era finita, nelle due stagioni successive il Kaiserslautern arrivò quinto. Poi se ne andò anche l'allenatore, i piazzamenti peggiorarono, fino alla retrocessione del 2006. Il giocattolo si era rotto.

Sicuramente Ranieri e la società rifletteranno presto, se non l'hanno già fatto, su come fare per mantenere il meraviglioso equilibrio che ha caratterizzato questa stagione incredibile. Del resto, sir Alex Ferguson, uno che se ne intendeva, diceva che il difficile non è tanto vincere, quanto restare al vertice.

Share

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.