#ClasicoFox, Iniesta vs Isco: sfida tra i magos del balón

Inizia l'avvicinamento al Clasico, con il primo dei duelli che vi proporremo da qui fino al 2 aprile: si inizia con una sfida tutta spagnola. Chi vince entra nella Top 11 #ClasicoFox 2016

Isco e Iniesta

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Un duello al giorno per saziare la vostra fame di Clasico, un faccia a faccia ogni 24 ore per non correre il rischio di arrivare impreparati al grande appuntamento. Vi portiamo per mano fino al 2 aprile, il giorno in cui il Barcellona ospiterà il Real Madrid al Camp Nou per la 31esima giornata di Liga. Anche se le due squadre sono lontane in classifica, ad animare la sfida ci penserà la voglia di rivalsa dei Blancos, umiliati 0-4 nel match d'andata. Partiamo con una sfida tutta spagnola tra due maghi del balón come Iniesta e Isco, a voi il compito di votare il vostro preferito e iniziare a dar forma alla Top 11 #ClasicoFox 2016

Identikit

Danzano, non corrono. Disegnano traiettorie, non calciano. Accarezzano il pallone, non lo controllano. Sono Andrés Iniesta Luján e Francisco Román Alarcón Suárez, più semplicemente conosciuto come Isco. Il maestro e l'allievo, dicono in Spagna. Ma non ditelo in presenza del madrileno.

È un onore che la gente mi paragoni a Iniesta considerando tutto quello che ha vinto - dichiarò Isco tempo fa durante una conferenza stampa -, ma questo tipo di confronto non mi piace. Andrés è Andrés, io sono io. Sono un'altra persona e un altro giocatore. Voglio incidere il mio nome nei libri di storia, sia a livello di club che in Nazionale. 

Erede o meno, di sicuro c'è che Isco ne dovrà fare di strada per raggiungere Iniesta, uno dei talenti più puri e cristallini che il calcio spagnolo - e non - abbia mai conosciuto, uno di quei giocatori impossibili da definire con un termine preconfezionato. Centrocampista? Mezz'ala? Trequartista? No, Iniesta è di più. È un visionario, un'artista, un inventore. Intuisce una frazione di secondo prima degli altri dove andrà la palla, una frazione che fa la differenza. Non è un caso se per lui hanno coniato soprannomi come 'l'illusionista' e 'il cervello': se li è conquistati a suon di magie, giocate e gol decisivi.

Come quello segnato al 93' in semifinale di Champions League contro il Chelsea (correva l'anno 2009), o meglio ancora quello che ha regalato alla Spagna il Mondiale del 2010 in quel di Johannesburg. A 31 anni Iniesta ha saputo anche reinventarsi, perché se in squadra hai Neymar, Messi e Suarez devi per forza di cose frenare la tua innata abilità negli inserimenti e pensare di più a dare una mano in copertura. Ecco spiegato il bottino stagionale tutt'altro che esaltante di 1 gol e 3 assist in 33 presenze. 

Più corposo quello di Isco, arrivato a quota 4 gol e 12 assist in 32 presenze. Anche lui, come Iniesta, ha saputo snaturarsi in nome del collettivo. Basta correre con la mente all'annata 2014/2015, quando Ancelotti è l'allenatore del Real e Isco si ritrova a indossare i panni di Modric. Lui che si esalta negli ultimi 30 metri, che palla al piede sa essere devastante, che ha nel DNA la giocata vincente, avrà faticato e non poco a cambiare improvvisamente spartito. Ma quando c'è la voglia e soprattutto la classe diventa tutto più semplice.

Con l'arrivo di Benitez, Isco si riaccomoda in panchina alle spalle di James Rodriguez. Come un anno prima, rientra in scena “grazie” a un infortunio di un compagno. Ieri Modric, oggi James. La targhetta di 'riserva di lusso' se la toglie quando Florentino Perez esonera Benitez e chiama Zidane alla guida del Real. Il francese dà più libertà al genio di Isco, che però s'accende e si spegne a intermittenza. I fischi nel derby con l'Atletico segnano uno spartiacque della sua esperienza madrinista, i rumors di mercato non sono altro che l'inevitabile conseguenza. La Juventus è pronta a fare follie pur di prenderlo, lui rimanda ogni discorso e mette nel mirino il Barcellona.

Bilancio nel Clasico

Otto presenze, 2 vittorie e 6 sconfitte (di cui 3 rimediate con la maglia del Malaga), questo il bilancio di Isco contro il Barcellona. Per Iniesta sarà invece il Clasico numero 33, il secondo giocato da capitano. All'andata fu decisivo con un gol e un assist, al Bernabeu hanno ancora gli incubi. Il suo score contro il Real recita: 14 vittorie, 8 pareggi e 10 sconfitte, a cui vanno aggiunti 3 gol e 8 assist.

Iniesta
Clasico d'andata, Iniesta ha appena segnato il gol del 3-0 al Santiago Bernabeu

Impietoso il confronto tra le due bacheche, gli 8 anni di differenza (Iniesta è un classe '84, Isco un '92) si sentono tutti. Il numero 8 blaugrana - prendete fiato - ha vinto 4 Champions League, 7 scudetti, 3 Coppe di Spagna, 6 Supercoppe di Spagna, 3 Mondiali per club, 2 Supercoppe europee, 1 Mondiale, 2 Europei e 1 Europeo Under 19. Risponde Isco con 1 Champions League, 1 Coppa di Spagna, 1 Supercoppa di Spagna, 1 Mondiale per club e 1 Europeo Under 21.

Sarebbe ingiusto focalizzarsi solo sul palmarès, più stimolante circoscrivere la sfida al rettangolo verde. Nelle 20 presenze accumulate in questa Liga, Iniesta ha realizzato 1322 passaggi contro i 923 di Isco. L'ex Malaga si fa notare di più in fase offensiva, doppiando il rivale per numero di tiri in porta: 24, di cui 10 nello specchio. Ma quando si tratta di saltare l'uomo è Iniesta a primeggiare con il 57% dei duelli vinti contro il 46% di Isco. Il madrileno ritrova il sorriso grazie alle 39 occasioni create, ben 14 in più di Don Andrés. Il controsorpasso del maestro avviene sotto la voce 'contrasti': 45 a 24.

A far da cornice ai numeri, potrebbero essere utili anche le parole di chi Iniesta e Isco ha avuto modo di osservarli da vicino. 

Ad esempio quelle di Zinedine Zidane:

Tecnicamente Isco mi somiglia molto. I tifosi lo amano, acquistarlo è stata una grande idea.

O quelle di Alex Ferguson, che una volta disse:

Non sono ossessionato da Messi, il pericolo è Iniesta. È un giocatore fantastico che lavora anche per la squadra. Sono incredibili i suoi passaggi, il suo movimento e la capacità di creare spazi. È così importante per il Barcellona.

Iniesta o Isco, Isco o Iniesta. La storia recente e il presente, opposti al futuro del calcio spagnolo, la certezza di fronte alla speranza. Il primo tassello della Top 11 #ClasicoFox aspetta solo di essere scelto.

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