Bayern Monaco-Juventus: l'ora della verità

Fischio d'inizio alle 20.45: all'Alianz Arena si riparte dal 2-2 dell'andata. Allegri perde Marchisio e Dybala, Guardiola senza Robben si affida al recuperato Ribery

Un'immagine della partita di andata.

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All'Allianz Arena la Juventus è chiamata all'impresa. Dopo il 2-2 dell'andata, i bianconeri sono costretti a vincere in Germania, in uno stadio dal quale soltanto una volta, quest'anno, la squadra di casa è uscita sconfitta.

La sfida dei Campioni

Sarà la sfida dei Campioni perché entrambe le compagini hanno vinto i tornei nazionali di una stagione fa e sono prime in quelli attuali. In Bundes, il Bayern viaggia a ritmi record: 21 vittorie, 3 pareggi e 2 sconfitte, 64 gol fatti e 13 subiti. Numeri impressionanti anche in Champions, competizione in cui i tedeschi hanno vinto finora cinque gare su sette, realizzando ventuno reti e subendone appena cinque.

Gli uomini di Allegri non sono da meno: diciotto successi e un pari nelle ultime diciannove partite in Serie A, dove non subiscono gol da 926'. In Europa, un rendimento buono ma migliorabile, considerati, oltre alle tre vittorie, i due pareggi contro il Borussia Moenchengladbach e la sconfitta contro il Siviglia, risultato che ha fatto scivolare la Juventus al secondo posto nel girone.

L'ultima gara europea di Guardiola col Bayern?

La Juventus spera in una risposta affermativa. Il tecnico, promesso sposo del Manchester City, lascerà la panchina del Bayern a fine stagione e, in caso di eliminazione, avrà fallito l'obiettivo principale dei suoi tre anni tedeschi. Come se non bastasse, in questi giorni in Germania si è parlato molto del possibile trasferimento di Neuer, Alaba e del dt Reschke in Inghilterra, proprio alla (futura) corte di Guardiola. Tutto ciò ha portato il presidente onorario del Bayern, Franz Beckenbauer, a definire “inaccettabile” lo scenario ipotizzato.

Le scelte

Qui Monaco. Due cambi sicuri rispetto alla partita d'andata: l'ex romanista Benatia, in panchina tre settimane fa, giocherà al centro della difesa, con Alaba sulla fascia sinistra al posto di Bernat; in attacco, Ribery sostituisce Robben, colpito da influenza. Ballottaggio a centrocampo tra Thiago Alcantara e Xabi Alonso, con il primo lanciatissimo dopo la doppietta realizzata sabato scorso al Werder Brema.

Qui Juventus. Allegri, nella gara più importante dell'anno, deve rinunciare a Chiellini, Marchisio e Dybala. L'ex tecnico del Milan confermerà allora il 4-3-3 visto allo Stadium, con Hernanes a centrocampo e Morata largo a sinistra. Mandzukic in dubbio per un affaticamento muscolare: se non dovesse farcela, Morata giocherà come centravanti e Alex Sandro sarà schierato a sinistra.

Probabili formazioni

Bayern Monaco (4-2-3-1): Neuer; Lahm, Benatia, Kimmich, Alaba; Vidal, T.Alcantara (X.Alonso); Ribery, Muller, D.Costa; Lewandowski.

Juventus (4-3-3): Buffon; Lichtsteiner, Barzagli, Bonucci, Evra; Khedira, Hernanes, Pogba; Cuadrado, Mandzukic (A.Sandro), Morata.

Le dichiarazioni

Molto prudente come al solito Guardiola. In conferenza stampa il tecnico ha elogiato gli avversari, sottolineando i punti di forza dei bianconeri:

Ammiro la Juventus perché è una squadra che si difende in otto-nove uomini e tuttavia può ammazzarti da un momento all'altro, poiché vi giocano calciatori in grado di gestire bene il pallone e muoversi negli spazi.

Il tecnico spagnolo ha poi voluto ricordare Luigi Corioni, presidente del Brescia che lo portò in Italia nel 2001:

Mi ha dato l'opportunità di giocare quando nessuno mi voleva ed è stato un piacere enorme conoscerlo. Mando un grande abbraccio alla moglie e ai figli. Sono felice che il Brescia gli abbia potuto dedicare la vittoria contro il Crotone.

Senza paura Max Allegri, nonostante il valore dell'avversario e la situazione infortuni:

I drammi sono altri, noi abbiamo una grande squadra nonostante le assenze. Loro partono favoriti anche per il pareggio fuori casa, ma non saremo più deboli.

Dello stesso avviso il capitano Buffon, presente al fianco di Allegri nella conferenza stampa pre partita:

Si dice che le grandi squadre abbiano venti titolari, ora dobbiamo dimostrarlo. Loro sono più forti, ma noi possiamo essere più bravi: l'importante, in ogni caso, è giocarsela alla pari.

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