Chelsea fuori dalla Champions. Hiddink: "Momento di transizione"

Eliminato dal Psg negli ottavi di Champions, confinato a metà classifica in Premier, al Chelsea rimane solo la FA Cup. Hiddink: "Anno di transizione". Conte ripartirà da zero.

Hiddink

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Non sono passati nemmeno quattro anni da quel 19 maggio 2012, quando Frank Lampard raggiante alzava la Champions al cielo. Il Chelsea, guidato da Roberto Di Matteo aveva appena compiuto il miracolo andando a prendersi la coppa dalle grandi orecchie sul campo del Bayern Monaco: l'1-1 dopo i supplementari aveva riversato tutta la pressione sui giocatori di casa, Olic e Schweinsteiger avevano sbagliato dal dischetto, e Drogba aveva sancito il trionfo dei Blues. Non era, poi, che la primavera scorsa, quando, guidato da José Mourinho, il Chelsea si aggiudicava la Premier League, con otto punti di vantaggio sul City di Pellegrini.

19 maggio 2012: Drogba ha appena segnato il rigore decisivo, il Chelsea può festeggiare la Champions

Tempi che sembrano lontanissimi, oggi, per un club che, allontanato Mou a dicembre, sta portando avanti una nulla più che dignitosa convalescenza in campionato - decimo posto, dopo essere stato vicino alla zona retrocessione - mentre in Champions è uscito agli ottavi con la doppia sconfitta contro il Psg. Ultimo atto ieri sera: i francesi non sono sembrati invulnerabili, ma Di Maria e Ibrahimovic hanno fatto la differenza contro una squadra in cui troppe cose non funzionano. L'infortunio di Diego Costa, poi, quello che in un modo o nell'altro si stava dando più da fare, ha spaccato la partita e spento la luce in casa Hiddink.

L'uscita di Diego è stata una disgrazia per noi, stava giocando benissimo e con lui avremmo potuto segnare ancora. Siamo molto delusi e abbattuti

ha confermato Gary Cahill al termine del match, mentre il tecnico olandese, dopo aver analizzato il match, ha parlato anche delle prospettive future del Chelsea

Siamo stati troppo timorosi nei primi 15-20 minuti e abbiamo subito un gol che per loro era molto importante, poi abbiamo reagito bene e avremmo potuto segnare ancora. Poi gli infortuni di Diego Costa e di Hazard ci hanno tagliato le gambe. Ora la situazione è difficile, perché in campionato siamo molto distanti dal quarto posto. Bisogna accettare che il club stia vivendo un anno di transizione, in attesa di poter tornare a livelli e posizioni più alte che sicuramente gli competono

La mesta uscita di Diego Costa contro il Psg, un simbolo della stagione del Chelsea

Hiddink ha probabilmente ragione: il Chelsea ha dieci punti meno del Manchester City che occupa la quarta posizione, avendo però anche una partita da recuperare, un distacco difficile da colmare in nove match, soprattutto per una squadra che non sta particolarmente brillando. Rimane l'ombrello offerto da un'eventuale successo in FA Cup, ma a questo punto il club londinese rischia non solo di non partecipare alla Champions, per la prima volta dalla stagione 2002/2003, ma anche di rimanere fuori dall'Europa League.

Antonio Conte, chiamato da Abramovich a ricostruire una squadra vincente, non è preoccupato: gli era già successo al primo anno alla Juventus.

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