Chelsea, parla Lampard: "Su la testa, i Blues non meritano quella classifica"

Il centrocampista, ora al New York City, sprona i suoi ex-compagni in vista del derby contro l'Arsenal

Un'immagine di Lampard

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Frank Lampard dalle parti di Chelsea, è una specie di icona. Se qualcuno percorre King’s Road, sente pronunciare il suo nome insieme a quello degli altri illustri cittadini che hanno vissuto da quelle parti. Da Mary Quant, a Oscar Wilde e Sir Francis Bacon.

Come può un giocatore diventare leggenda? Tredici anni con la maglia dei Blues coronati da tanti successi, bastano e avanzano per essere paragonato a poeti e filosofi. È la bellezza del calcio.

Parola mia

Torniamo al presente. Non c’è dubbio, questa è una delle stagioni peggiori del Chelsea. 14esima posizione in classifica con la miseria di 25 punti, zona retrocessione lì vicino, quattro lunghezze più sotto. E domenica c’è il derby con l’Arsenal primo. Allora ci pensa proprio l’ex Lampard a caricare l’ambiente: in un’intervista rilasciata in esclusiva ai microfoni di SkySports.com, l’attuale centrocampista del New York City commenta:
Non mi piace vedere la squadra lottare così in basso. Abbiamo attraversato tutti i momenti difficili con poca fiducia in noi stessi e con il pubblico nervoso. L’unico modo per uscirne è puntare sui singoli giocatori, essere più coraggiosi e invertire la rotta in questa stagione.
Eccola la ricetta per gli uomini di Hiddink. Poi continua: 
A fine stagione il Chelsea tra le prime quattro? Non credo, anche se un club come questo dovrebbe essere in quelle posizioni. Di sicuro non retrocederanno, ci scommetto casa. Sono nella zona critica, ma hanno tutti i mezzi per rialzarsi.
Per Lampard, 211 gol in tutte le competizioni con la maglia dei Blues, non è facile vedere la squadra in quella parte della classifica:
Un brutto anno per il Chelsea può essere considerato tale se la squadra arrivasse terza o quarta, anche se in Premier non c’è nulla di scontato, il campionato si è livellato grazie ai soldi che alcune squadre minori hanno investito. Il motivo perché vanno così male? Difficile dirlo
Il cambio di panchina, con José Mourinho messo alla porta e l’arrivo di Hiddink, non sembra aver dato i risultati sperati. E Frankie commenta anche l’addio del suo ex tecnico:
C’è stato un problema di comunicazione con i giocatori, per questo il club ha preso questa decisione. Altrimenti non si spiega come sia stato possibile che tanti calciatori abbiano reso sotto i loro standard
Da dove ripartire? Dai veterani. Lampard conclude così:
Come ho già detto, tocca ai singoli. Ai miei tempi, a turno ci siamo fatti forza con John Terry, Petr Cech, Didier Drogba, Ivanovic ed altri. Ci siamo detti: ‘ok, prendiamo atto della situazione’. Mi preoccuperei di questo ora, e non c'è da dubitare di Terry, che ultimamente ha anche segnato un gol, e di Diego Costa. Voglio vedere i giocatori rialzare la testa: negli ultimi due anni hanno vinto tanto, ora bisogna pensare alla squadra.

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