Cosa ci ha insegnato la quindicesima giornata di Premier

L'ennesima vittoria del Leicester, i dubbi crescenti su Mourinho e il suo Chelsea. Tra allenatori in bilico e piacevoli sorprese, la review della 15^ giornata di Premier

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Anche se in Europa le squadre inglesi stanno perdendo colpi, al netto dei risultati e delle sorprese che ogni weekend di regala, probabilmente la Premier League è ancora il miglior campionato al mondo. Poca tattica e tanto agonismo, quello che piace ai tifosi. Il 15° turno di campionato è senza dubbio tra quelli da ricordare: delle prime 9 squadre, vincono solo Leicester e Arsenal, che ora, guarda caso, sono rispettivamente prima e seconda in classifica. Perde ancora il Chelsea di Mourinho, stavolta con una neopromossa. Arrivano i primi ostacoli per Klopp, poi ci sono la lotta per non retrocedere e le ottime prestazioni dei singoli che fanno volare Stoke City e Watford. Ecco le 5 cose che il weekend di Premier League ci ha insegnato:

1. La rinascita del Chelsea era solo un falso allarme

Probabilmente ci si era illusi e senza dubbio lo avevano fatto anche i tifosi. A riportare il Chelsea con i piedi per terra è stato Glenn Murrayche con la sua rete all'81' ha, in un colpo solo, portato il Bournemouth fuori dalla zona retrocessione per la prima volta da agosto e riportato gli incubi a Stamford Bridge. Sarebbe ingiusto dire che i padroni di casa hanno fatto la partita, perché se nel primo tempo i vari King e Stanislas fossero andati a segno con le loro ripartenze, probabilmente il risultato sarebbe stato più pesante. Il Chelsea prende in mano la gara nella ripresa, ma la cosa che preoccupa è come l'organizzazione difensiva degli ospiti abbia evidenziato i problemi di gioco dei campioni in carica. E ora c'è il Leicester di Ranieri: servirà più di una scossa per rinascere.

2. Le coppie funzionano

Affermazione valida non solo per il Barcellona o il Bayern Monaco, anzi. Questa giornata ci insegna che soprattutto le squadre di media classifica hanno bisogno dei loro campioni. E' il caso del Newcastle che è trascinato ancora una volta da Wijnaldum (per lui 7 gol e 2 assist nei 16 gol totali dei Magpies in campionato), ma è assistito in entrambe le occasioni da un Sissoko mai altruista come domenica. Avrà capito che se passa il pallone può fare la differenza?

E' anche il caso della coppia Shaqiri-Arnautovic, che forse per la prima volta da inizio stagione mostra il suo reale valore. La doppietta allo Stoke porta la firma di Arnautovic, è vero, ma le giocate dello svizzero sono determinanti. Due su tutte, gli assist al bacio per il compagno che è bravo a finalizzare.

Deulofeu -Lukaku riagguantano il risultato ed evitano la sconfitta all'Everton: per l'esterno spagnolo fanno 9 assist in stagione, di cui 6 al compagno belga. Per Romelu invece sono 11 gol in campionato, 2° miglior marcatore dietro solo all'inarrestabile Jamie Vardy. Poi c'è la coppia Ighalo-Deeneyche porta a Watford la 6^ vittoria in campionato. Gli Hornets hanno segnato 17 gol in Premier League e se dovessero dire 17 grazie, per ben 14 volte dovrebbero farlo nei confronti di Deeney o Ighalo. Una coppia che funziona e che mette paura alla grandi. 

3. Ma non dimentichiamoci dei singoli 

Le coppie sono importanti, ma ci sono dei casi dove sono i singoli a fare la differenza. A Leicester per esempio, oltre a Vardy non dovrebbero dimenticarsi di Mahrez.non solo con la tripletta di sabato ha tenuto le Foxes in testa, ma con il suo gioco e i suoi assist è stato determinante in questo inizio di stagione. 10 i gol in campionato per Mahrez: uno che, senza tutte le attenzioni del compagno, si sta distinguendo per impegno e costanza.


4. Il Manchester City ha un disperato bisogno di Kompany 

Non è tanto la sconfitta a spaventare i Citizens. Perdere ci sta, fa parte del gioco. Quello che spaventa sono i soldi spesi per avere due centrali di spessore e avere tutti quei limiti difensivi. Otamendi e Mangala sono costati 80 milioni di sterline, ma uno vicino all'altro non fanno invidia alla peggior difesa. Marcature campate per aria, zero dialogo e comunicazione, nessuno capace di fare il leader e il pasticcio è servito. A beneficiarne questa volta è lo Stoke, nel passato recente Liverpool e Juventus, ma chi sarà il prossimo? I Citizens hanno bisogno di un capitano in campo, capace di coordinare i compagni. E poi, con Kompany, sono i dati a parlare: con lui 8 partite e 7 finite a rete inviolata. Senza di lui 7 e tutte e 7 con almeno un gol preso. Torna presto Vincent!

5. I tifosi dell'Aston Villa e il loro black humor

A un certo punto del match, quando il Villa vinceva 0-1 e il Southampton nonostante il pressing non sembrava in grado di segnare, i tifosi dei Villans hanno iniziato a cantare "You must be f**** if you don't score against us", ovvero, traducendo il traducibile, "Siete fregati se non segnate contro di noi". Un'ammissione della loro fragilità in questa stagione e che rischia di portarli direttamente in Championship. C'è ancora tanto da giocare, ma sarà un lungo inverno per l'Aston Villa, che mai come ora ha bisogno dei propri tifosi. 

 

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