La Volkswagen, lo scandalo, Ogier e la foglia di fico

il punto di Lucio Rizzica sullo scandalo che ha investito la casa di Wolfsburg

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Inutile prendersi in giro. La terza corona iridata consecutiva già conquistata da Sébastien Ogier e dalla Volkswagen nel mondiale rally rischia di trasformarsi in una gigantesca foglia di fico dietro la quale tentare di nascondere quel che si può delle pudenda finanziarie della casa di Wolfsburg, finita nella bufera a causa delle manipolazioni operate nei test sulle auto con motori diesel e accertate negli Stati Uniti. Il caso ‘defeat device’ che ha fatto crollare il titolo Volkswagen, bruciare una quindicina di miliardi di euro e frenare il mercato del prodotto VW non solo in America ma anche in Europa. 

Il nesso fra il rally, le corse più in generale e il mercato è evidente e –ironia della sorte- segue proprio la filosofia yankee del ‘win on sunday and sell on monday’, ovvero ‘vinci alla domenica e il lunedì vendi’. Un teorema che forse non sempre trova la propria conferma nei bilanci commerciali (come nei casi Citroen, Mitsubishi, Subaru, Lancia, Chevrolet), ma che talvolta è invece alla base delle ampie fette di mercato che i costruttori riescono a conquistare anche e soprattutto grazie ai successi ottenuti dal marchio nel motorsport (la Peugeot può confermarlo).

Teorie alle quali il Gruppo Volkswagen ha sempre creduto, alle quali si è affidata la Hyundai nelle proprie strategie aziendali, sulla base delle quali anche la Toyota ha deciso di tornare alle competizioni agonistiche investendo un budget consistente. L’immagine aiuta a vendere, nei mercati considerati maturi (Usa ed Europa) ma soprattutto contribuisce ad avviare ed espandere la commercializzazione del prodotto in aree vergini, le nuove rotte aperte e consolidate proprio grazie alle corse automobilistiche e al seguito che hanno conquistato presso gli appassionati (dal vivo o in tv, poco cambia) come ad esempio accade in Asia

La casa di Wolfsburg ha ancora una grande credibilità presso i propri estimatori. Aver travalicato le regole del gioco alla ricerca di profitti ha certamente inciso sul concetto di icòna e molto più rischia di incidere sulle casse aziendali. Il danno è stato originato dalla necessità di truccare le carte sotto l’aspetto contabile (il costo ambientale dei motori diesel non internalizzato ma scaricato all’esterno della compagnia). Ma il Gruppo Volkswagen ha ancora dalla sua una grande capacità di innovare e tenere alti gli standard qualitativi della propria produzione ed è ciò che ha fidelizzato gli utenti. E innovare in maniera vincente è possibile se hai una posizione di forza che non deve derivare dalla manipolazione, che può derivare dal monopolio, ma che spesso è sostenuta da una immagine altrettanto vincente

I rally sono gare di regolarità e di resistenza per vetture derivate dalla serie, l’immaginario collettivo che più avvicina gli eroi dello sterrato e delle curve impossibili ai semplici consumatori. E’ per questo che ora più che mai, nonostante il terzo titolo consecutivo sia in cassaforte, a Ogier, Latvala, Mikkelsen e tutti gli uomini impegnati nel Wrc è richiesto in Corsica uno sforzo ulteriore: dimostrare di essere vincenti all’interno delle regole ed esserlo perché i migliori, i più bravi e con la macchina migliore

Se il dieselgate può incrinare la fiducia dell’utente nella Volkswagen, il rally può tenere alto l’entusiasmo e il senso di ammirazione. Per tamponare la falla che si è aperta devastante laddove appena un anno fa si parlava di new deal. C’è conflitto fra quanto diceva entusiasta Andrea Alessi, direttore della Volkswagen Italia: “Vincere nel Wrc è una prova tangibile delle nostre diverse capacità: eccellere sia nella tecnologia che nell’organizzazione” e quanto accaduto un anno dopo, le dimissioni del CEO Winterkorn, la sospensione dei capi sviluppo Audi, Porsche e Vw e lo tsunami che porterà a un danno economico e d’immagine ancora inquantificabile e condurrà il neo AD Mathias Mueller a una ‘spietata’ pulizia interna. 

Jeanette Winterson diceva che ‘il sogno è un’immagine della verità’. A volte più che di un sogno però si tratta di un incubo. E in Corsica Ogier e compagni avranno il compito di provare a rassicurare tutti attraverso il semplice uso di un volante. Senza trucchi: perché non solo la vita di un uomo, ma anche quella di un’azienda leader è la propria immagine. E nel caso di un altro successo di tappa nel Tour de Corse, mai foglia di fico potrebbe giungere più tempestiva… per ridare un po’ di stampa positiva, un sorriso e una boccata di ossigeno anche al quartier generale di Wolfsburg e dintorni, laddove persino il fiume Aller da giorni scorre in tempesta…

di Lucio Rizzica

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