Manchester United-Liverpool, via alle ostilità

In campo alle 18:30. C’è Carrick, fuori Sturridge e Coutinho

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In un clima ancora di rodaggio per la maggior parte della Premier League, il confronto numero 193 della storia tra United e Liverpool può essere già decisivo per entrambe le formazioni. All'Old Trafford, Manchester United e Liverpool si preparano a deliziarci con il piatto forte del sabato. Fischio d’inizio previsto alle 18:30 italiane.

La rivalità tra le due superpotenze del calcio inglese, al momento, si canalizza in un match che eleggerà probabilmente l’antagonista del Manchester City. I Red Devils proveranno a sfruttare il fattore campo per restringere la corsa al titolo ai confini cittadini, i Reds architettano il colpaccio per ripetere il testa a testa di due stagioni fa, nonostante sia prematuro abbozzare una reale griglia per ciascun obiettivo in ballo. Tante componenti da sviscerare, prima che Michael Oliver decreti l’inizio delle ostilità. Le conferenze stampa di Louis Van Gaal e Brendan Rodgers permettono di delineare i primi fattori che caratterizzeranno il big match, a partire dai recuperi e dai forfait da ambo le parti. “Sono contento per il recupero di Carrick – spiega il manager olandese – ma valuteremo soltanto in extremis se ci sarà la possibilità di schierarlo dall’inizio”. Salteranno la sfida, invece, il lungodegente Jones e Andreas Pereira, acciaccato dopo la sosta delle nazionali. 

Situazione non eccellente per il tecnico nord-irlandese, che andrà a Manchester senza due giocatori fondamentali: “Sturridge è tornato in gruppo, ma deve carburare prima di poter rientrare in gare ufficiali. Mancherà anche Allen, che tornerà soltanto la prossima settimana”. L’assenza più gravosa, però, è quella di Philippe Coutinho, fermato per un turno dal Giudice Sportivo, mentre la condizione fisica di Kolo Tourè andrà valutata nei prossimi giorni. La consolazione, tutt’altro che magra, arriva da Henderson e Lallana, potenzialmente impiegabili nella gara odierna.

Stando agli ultimi responsi dal campo, non dovrebbero esserci ulteriori defezioni per i due allenatori, anche se il Liverpool pare maggiormente intaccato dalle assenze del weekend. Per il Manchester United, dunque, una ghiotta opportunità per staccare i rivali ed inseguire il City, impegnato nello strano scontro al vertice col Palace.

Van Gaal, a questo punto, dovrebbe confermare il 4-2-3-1, inaugurando lo scacchiere con un’ulteriore novità. Il rinnovo del contratto di De Gea spinge il portiere iberico verso un posto da titolare, ristabilendo le gerarchie naturali con Romero. Pacchetto arretrato che vede Darmian e Shaw ad alternare le due fasi, con l’esterno italiano a spingere maggiormente sulla destra e confermare il titolo di Player of the Month appena conferitogli dai tifosi. Coppia centrale composta da Blind e Smalling, incaricato di disinnescare Benteke nel gioco aereo e non solo.
L’eventuale ritorno di Carrick aggiungerebbe una freccia importante nella faretra dei Red Devils. Schneiderlin e Schweinsteiger potrebbero dosare le energie, anche in vista dell’imminente martedì ad Eindhoven, e lasciare così spazio al rientrante veterano. Tris di fantasisti pronto a fare la differenza: Mata e Depay sugli esterni con il compito di attaccare lo spazio, Herrera a fare da collante tra i reparti per vie centrali. Il tutto, ovviamente, promuovendo la finalizzazione affidata a Rooney

Lo starting eleven opposto si apre a soluzioni differenti rispetto alle ultime. I Reds, dopo due partite col 4-3-3, potrebbero tornare al 4-2-3-1 iniziale grazie ai rientri dell’ultima ora, adottando uno schieramento speculare. Davanti a Mignolet si conferma la linea formata dal tandem Lovren-Skrtel al centro e Gomez e Clyne sulle fasce, con l’auspicio di non ripetere le disattenzioni sulla sinistra che sono costate l’ecatombe contro il West Ham.

Se Rodgers opterà per il duo in mediana, accanto a Milner dovrebbe ritrovare il suo posto Henderson, ma dovrà dimostrare di saper gestire le chiavi del centrocampo dopo il restyling tattico rispetto alla scorsa stagione. I maggiori dubbi riguardano i quattro davanti: se Benteke è sicuro del posto, resta da sopperire adeguatamente all’assenza di Coutinho. Ibe e Lallana tornerebbero rispettivamente a destra e sinistra, con Firmino alle spalle del centravanti. Ipotesi che, concretamente, rimanda anche ad un 4-4-2 mascherato e ad una coppia offensiva composta dal belga e dal brasiliano. Meno probabile l’impiego di Can, reduce dal copioso impiego ad opera di Loew contro Polonia e Scozia.

Maggiori certezze, dunque, per lo United rispetto al Liverpool, pur con la consapevolezza di aver incontrato le stesse difficoltà nelle prime quattro partite di Premier. Con l’Europa alle porte per entrambe, diventa indispensabile terminare la fase di rodaggio e costituire un’ossatura, oltre che una manovra, capace di esulare dallo spunto individuale. Senza Coutinho sarà dura da una parte, ma anche dall’altra è necessario abbandonare quanto prima l’eccessivo gioco di rimessa.

La chiave della partita sarà la mediana: Henderson è chiamato a salire in cattedra, Schweinsteiger e Schneiderlin devono velocizzare i rispettivi inserimenti negli schemi di Van Gaal. Chi supererà la prova di maturità, probabilmente, darà alla propria squadra quel quid in più per sopraffare l’avversario. La sensazione è che, osservando la struttura dei ventidue in campo, non basterà la folata improvvisa per portare a casa i tre punti.

Alle 18:30, dunque, dopo un’intera scorpacciata di Premier League, va in scena il confronto più atteso della giornata. Pomeriggio di gala al Theatre of Dreams, con le altre big nei panni di spettatrici interessate: Manchester United e Liverpool si contendono il guanto di sfida da lanciare a Pellegrini.

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