Pazzi e canguri

Lucio Rizzica ci presenta il Rally d'Australia

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Il Rally d’Australia torna a Coffs Harbour, nel Nuovo Galles del Sud, attraverso uno scenario spettacolare inserito fra una costa mozzafiato e la giungla sub-tropicale, con curve lunghissime, alberi altissimi, serpenti velenosissimi e l’immancabile puntata al pub With No Beer a Taylors Arm

Un evento unico per i piloti, con tanta polvere e una ghiaia molto particolare, immersi in una natura tanto affascinante quanto insidiosa che nasconde alla vista il percorso e rimanda agli appunti di gara per comprendere come prosegua la strada verso il successo finale. Non esistono test specifici per questo Rally e non è facile adattarsi a una superficie che in cima è più soffice ma alla base è costituita da un asfalto molto duro. Tappe veloci e grandi salti caratterizzano una delle tappe più amate dai piloti, preoccupati dalle incognite delle previsioni meteorologiche e dall’assorbimento del jetlag accusato durante il trasferimento. 

La storia del rally d’Australia, iniziata nel 1988, si era interrotta per due stagioni, 2007 e 2008, dopo la rescissione del contratto a causa di una scelta politica locale che privò Perth dei finanziamenti necessari a garantirne lo svolgimento. Solo due anni più tardi una legge speciale votata dal Parlamento del Nuovo Galles del Sud permise all’evento di tornare in calendario WRC e trasferire la propria casa in un altro stato, non senza polemiche.

Al Motor Sports (WRC) Act del 2009 è seguito poi il decisivo trasferimento a Coffs Harbour sotto la guida illuminata di Ben Rainsford e Michael Masi che hanno sottoscritto con la federazione gli accordi finali rompendo definitivamente l’alternanza in calendario col Rally di Nuova Zelanda e sciogliendo ogni riserva sulle difficoltà di logistica e la capacità di finanziamento della manifestazione. Con grande sdegno da parte degli animalisti, preoccupati per le sorti della nutrita comunità di canguri che vive ai margini del tracciato, uno dei quali fu investito nel 2011 da Petter Solberg durante una speciale che, dopo l’impatto, dovette interrompere per evidenti danni al sistema di raffreddamento della sua Citroen DS3.


di Lucio Rizzica

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