John Stones, pietra dei desideri di Mourinho

Ecco chi è il centrale dell’Everton, classe 1994 e già titolare da un paio d’anni: il Chelsea l’ha cercato per tutta l’estate arrivando a offrire 40 milioni di sterline

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Quando da settimane sei nei titoli dei giornali, quando i tuoi stessi tifosi ti insultano, quando a 21 anni c'è già chi parla di te come futuro capitano della nazionale inglese, l'unico posto per ritrovare la serenità è il campo. Il manager dell'Everton Roberto Martinez spiega così la forza mentale di John Stones: desiderio - inesaudito - di Mourinho per un'estate intera.

Jose l'ha visto esordire in Premier League nel giorno della prima sconfitta dal suo ritorno al Chelsea e quest'estate ha bussato 4 volte alla porta di Goodison Park. Una dichiarazione d'intenti, oppure una follia da parte di Martinez: rifiutare la cifra di 40 milioni di sterline per un centrale di difesa. Mossa che si presta a diverse interpretazioni, ma che dopo gli insulti dei suoi stessi tifosi per aver chiesto esplicitamente al club di essere ceduto - è valsa a Stones un coro inevitabile nella città dei Beatles.

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Sui campi di Premier League inscalfibile, come una pietra - traduzione italiana del cognome, Stones. Fuori dal campo tutta l'insicurezza di un ragazzo di 21 anni, che travolto dalle domande sul suo futuro piange nel bagno di un autogrill dopo la trasferta di coppa nella sua città, Barnsley. Da 2 stagioni titolare fisso al fianco di Jagielka nel cuore della difesa dei blues di Liverpool, dopo la maturazione in Championship - campionato se possibile ancor più fisico della Premier League. Motivo per cui agli inizi faceva il terzino destro, ruolo che gli permetteva di portare palla - qualità che a volte si è trasformata in boomerang, da centrale - ma che allo stesso tempo è sinonimo di personalità.

La stessa che ci vuole per non pensare al Chelsea mentre giochi contro il City, la stessa che ci vuole per tirare un rigore così, a 18 anni contro la Juventus.

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Teo Zanchetta

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