L'Ott volante...

L'analisi di Lucio Rizzica sullo splendido week-end del pilota della M-Sport

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Non concede più nulla a nessuno Sébastien Ogier, che in Polonia ha conquistato la sua quinta vittoria del 2015 nel World Rally Championship, sfoderando l’ennesima dimostrazione di forza in favore della Volkswagen, primo per un solo decimo di secondo anche nella Power StageAndreas Mikkelsen ha completato l’uno-due del team campione del mondo in carica, ma vale la pena celebrare la prestazione davvero superba offerta da Ott Tanak e dalla sua Fiesta. Il giovane estone è stato molto attento a controllare Latvala in lotta con lui per il terzo posto finale e attendere al varco l’avversario, incappato nel solito maldestro errore. Con una diligente condotta nella gestione (peraltro complicata) di freni e gomme si è poi reso protagonista della speciale conclusiva e ha conquistato un podio importantissimo, che attendeva di ritrovare dal Rally di Sardegna 2012.

Simbolicamente si può dire che, dopo essere affondato in un laghetto artificiale assieme a Raigo Molder in Messico, Tanak è ora definitivamente riemerso all’attenzione del mondo rally. E, mentre Ogier ha inanellato la quinta vittoria in sette tappe e a metà campionato già vede vicinissimo il terzo titolo iridato consecutivo, Tanak si ripropone prepotentemente quale protagonista delle prossime stagioni, a patto di avere una macchina più performante a disposizione. Perché il ragazzo è veloce, ha accumulato esperienza, non soffre di timori reverenziali ed è tanto umile al cospetto dei suoi avversari, quanto sfacciato quando indossa il casco e si mette al volante. Dopo un’assenza di più di un anno dal Wrc, Tanak ha fin qui dimostrato di non aver perso nulla della propria freschezza. Anzi, di aver maturato semmai un maggiore senso di responsabilità e la coscienza di avere fra le mani una grande opportunità. La più grande della sua vita. Forse è anche per questo che non manca mai di ringraziare Malcom Wilson della fiducia concessagli.

Il manager della M-Sport, del resto, sa bene quanto grande sia il potenziale del ragazzo di Kärla Parish, cresciuto sgommando fra le strade della contea di Saaremaa: da quando nel 2014 lo ha preso sotto la propria ala annunciandone nella conferenza stampa di Saku Suurhall l’ingaggio, dapprima in DMack e successivamente in WRC2, Wilson aveva già ben chiaro il salto di categoria che presto avrebbe consentito a Tanak di lottare entro due anni con i più forti rallysti in circolazione. Neppure la scelta del co-pilota Molder oggi appare essere stata casuale: Raigo del resto aveva già navigato Georg Gross in una Focus Wrc e conquistato un titolo estone. Anche Markko Martin e Oleg Gross, fra i primi e principali sostenitori della coppia Tanak-Molder, sapevano che presto il podio sarebbe diventato un obiettivo concretamente alla portata dei due ragazzi.

Lo scorso fine settimana in Polonia Tanak ha goduto ogni singolo minuto del suo rally. E si è rifatto anche del problema di trasmissione accusato in Sardegna. Questo suo secondo podio in carriera nel mondiale è decisamente diverso e più importante del primo: per la velocità pura espressa in corsa, per la capacità di comunicare con la squadra, perché ha ripagato il coraggio di Malcom Wilson che in quel lontano 2012 aveva scommesso su di lui in prospettiva iridata. E forse non ha sbagliato. E ora che tutto il team sta lavorando nella medesima direzione e lo sviluppo della macchina comincia a pagare, finalmente arrivano i risultati. Paradossalmente, il momento in cui tutti hanno capito che M-Sport aveva le carte in regola per guadagnare credito è stato proprio il ripescaggio dall’acqua e il miracolo di riuscire comunque a rimettere in pista l’estone in Messico dopo dieci ore di immersione. Il primo mattoncino di una lenta, forse umida, ma costante crescita che in Polonia ha portato la coppia Tanak-Molder a vivere il miglior week-end di sempre.

Sostituire, accanto ad Elfyn Evans, il finlandese Mikko Hirvonen non era impresa facile. A ventotto anni Tanak ha ora raggiunto la piena maturità. È meno irruento di quel ragazzo visto all’esordio in Portogallo nel 2009 su una Subaru, è meno falloso di quel giovanotto promosso troppo presto in prima squadra tre anni fa, è finalmente più veloce e sicuro dei propri mezzi. Difficile che a certi livelli si abbia una seconda chance, più difficile ancora non sprecarla. Nel novembre del 2014, Malcom Wilson era stato chiaro: “Evans e Tanak saranno la coppia più giovane del Wrc, hanno entrambi un grande potenziale, sapranno arrivare al podio”. Detto, fatto.


di Lucio Rizzica

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