Robert Kubica tira il freno

di Lucio Rizzica

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Inutile nasconderlo, a prescindere dai risultati fin qui maturati in campionato, in Polonia c’è grande attesa per la tappa Wrc 2015 nella quale sarà ancora una volta impegnato l’equipaggio di casa, formato da Robert Kubica e Maciej Szczepaniak. Si respira un’atmosfera di grande festa e molti fans si sono dati già appuntamento per quello che minaccia di essere un evento unico in quanto a partecipazione ed entusiasmo. 

La Fiesta M-Sport è al suo punto di svolta. Nessuno ha mai promesso nulla di eclatante ma è chiaro che, dopo la rivoluzione interna effettuata a cavallo del Rally d’Argentina, c’è fiducia intorno a Kubica e al suo navigatore. In conferenza stampa l’ex pilota F1 è stato molto chiaro: il suo terzo cimento casalingo lo metterà a dura prova soprattutto nelle speciali modificate, ma soprattutto bisognerà restare con i piedi ben piantati in terra: “la squadra non ha un budget molto alto ed è sicuramente meno attrezzata di un team ufficiale, ma il rally di Polonia non sarà semplice per nessuno”. Pochi errori, un buon compromesso e un po’ di fortuna potrebbero regalare qualche soddisfazione, insomma. Dopo la delusione maturata in Sardegna, del resto, migliorarsi non appare un’impresa impossibile. E ogni rally fa storia a sé. “È un campionato molto speciale” –ha ribadito Kubica- “e ogni gara è un nuovo film, non un episodio in più della stessa serie. Anche se sulla carta alcune caratteristiche potrebbero assomigliarsi fra una tappa e l’altra”. 

La Polonia è veloce come la Finlandia, almeno in quanto a velocità media. Ma la natura delle difficoltà che si possono incontrare è decisamente differente. Questa varietà di condizioni tipica del mondo del rally è anche la ragione per la quale è difficile accumulare rapidamente esperienza. Una volta corsa una tappa, bisognerà attendere la stagione successiva per affrontarla nuovamente e mettere a frutto quanto si è imparato. 

Insomma, Robert sente la pressione, ha fame di risultati, il blasone li pretende ma ha capito che se in F1 bisogna limare il millesimo, nei rally si deve comprendere quale sia il limite (proprio e della macchina) per imparare ad alzare il piede un millesimo di secondo prima che sia troppo tardi: “Servono almeno tre stagioni ad alto livello per crescere in maniera evidente. In pista anche se si è rookie si ha la possibilità di fare 60-70 giri prima di debuttare in gara. Nei rally abbiamo due ricognizioni e una pratica che si dilata nel tempo da una stagione all’altra. Non tutti possono avere poi l’opportunità di rimettersi subito alla prova. Ma se si riesce a superare questi ostacoli, la prestazione poi dipende anche dai mezzi tecnici a disposizione. E io non vedo l’ora di averne di maggiori e più prestazionali”. 

Non per mettere le mani avanti, ma meglio tirare un po’ il freno…


di Lucio Rizzica

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