Un menu da campioni

La Sardegna è terra di grande cucina: Lucio Rizzica ci gioca su e ci fa scoprire le grandi ricette isolane accostandole ai piloti WRC

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Sarà la cultura agropastorale, sarà il mare, sarà il paesaggio al tempo stesso selvaggio e affascinante, ma quando penso alla Sardegna non posso non pensare alla grande tradizione culinaria di un’isola che è onore e vanto della gastronomia nazionale. Da queste parti il rapporto fra l’uomo e la pesca non si è mai interrotto e una realmente eccellente cucina di pesce fa bello sfoggio di sé fra carni e salumi, formaggi e sapori mediterranei. 

Un invito a pranzo da ospiti sardi è un inno alla varietà e alla genuinità, ma anche un giochino che invita al meraviglioso accostamento ai piloti che rendono le corse in Sardegna memorabili.

 

Aligusta a sa casteddaia: non ci si può non inchinare di fronte a un’aragostina condita alla cagliaritana la cui nobiltà e fragranza equivale alla completezza di emozioni che garantisce in gara Ogier

Spaghittus cun arrizzonis: lo spaghetto ai ricci di mare è veloce e semplice, capace di garantire delicatezza e gusto deciso. Il riccio è salato e sa di mare. Quel mare a volte piatto e anonimo, a volte impetuoso. Come Latvala

Pane Frattau: nasce da pane e acqua, ma si arricchisce via via di sapori: carne di pecora, pomodoro, pecorino, uovo. Un piatto ricco e prezioso, che promette meraviglie. Quasi quanto Meeke

Arrosu inforrau cun sartizzu: in questo piatto c’è tutto. La carne del maiale e il riso, lo zafferano e il pecorino. Sapore energico e pungente, travolgente. Ricorda la tradizione e non passa mai di moda. Un po’ come Ostberg

Pillonis de tàccula: a base di selvaggina, tordi e merli lessati e salati, poi aromatizzati. Leggero e sfuggente ma dal sapore deciso e indimenticabile. Mikkelsen

Acciughe farcite: filetti dissalati con aglio e prezzemolo, immancabile pecorino e pastella di uova, farina e pangrattato fritti nell’olio. Un trionfo di sapore e aggressività. Non saziano ma soddisfano. Come Kubica

Crostini alla bottarga: il muggine grattugiato e condito di olio, arricchito dalla freschezza del sedano e da pomodorini e mozzarella filante. Impossibile non degnarli di  attenzione.  Quasi come Neuville

Angioni inforrau a sa sarda: cosciotto di agnello alle erbe. Carne giovane che vuole sprigionare aromi e sapori ma che va allevata e cucinata con cura: Evans

Casu de cabreddu: l’esaltazione del gusto aromatico e piccante assieme. Ha personalità, merita più attenzione, stagiona presto e va bene in ogni situazione. Un po’ Paddon

Pirichittus de ‘entu: un dolce difficile, con uova e farina, strutto e vanillina, persino un pizzico di ammoniaca. Palline glassate che vanno apprezzate senza confronti. Non passano mai di moda. Quasi come Prokop

Bianchini: nuvole di meringa soffiata, sottile guscio di albume e zucchero dal leggero sapore di caramello con note i mandorle e arancia. Compatti ma impalpabili. Come le gare di Tanak

Cannonau rosato: per bagnare l’ugola, per completare il quadro, per non stonare. Gradevole, di aspetto brillante, secco. Piace a tutti e non appesantisce. Come Sordo

Buon rally di Sardegna. O buon appetito, come preferite…


di Lucio Rizzica

 

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