Wenger e l'Arsenal che fu

Dopo un inizio di millennio leggendario, la gestione Wenger negli ultimi 10 anni ha portato soli 2 trofei

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C’era una volta l’Arsenal di inizio millennio, una squadra leggendaria con un apice unico, l’anno del titolo da “invincibles” nel 2003/2004, una di quelle per cui, quando ci ripensi oggi, quasi arrossisci, sopraffatto dalla sensazione che ti lascia dentro chi ha saputo scrivere la storia. L’allenatore era un francese, capace di innovare il calcio britannico sia da un punto di vista tecnico che mediatico. Arsene Wenger è stato fin da subito sinonimo di arroganza, tecnica e psicologica, e la sua visione del calcio è stata espressa in campo da giocatori accomunati da un’eleganza estrema, nel passo e nel modo di accarezzare il pallone

3 Premier, 4 Fa Cup e 4 Community Shield tra settembre 1996, quando l'allora vicepresidente operativo David Dein gli affidò la panchina dei Gunners, e 2005: nell’epica sportiva del XXI secolo, l’Arsenal di Wenger ha un posto bello rilevante.

 Eppure negli ultimi 10 anni è cambiato qualcosa. L’Inghilterra è diventata il regno di nuovi padroni economicamente senza limiti e quel gioco tanto attrattivo importato da Wenger ha semplicemente smesso di essere vincente. L’eleganza si è trasformata in mollezza, la tecnica esasperata in mancanza di cattiveria. Insomma il calcio si è evoluto, per esempio è diventato molto più fisico, mentre Wenger e la sua ideologia sono rimasti gli stessi.

 Il passaggio da Highbury a Emirates, a partire dalla stagione 2006/2007, costato sacrifici pesantissimi alle casse del club, ha rappresentato un ideale bacio d’addio all’invincibile Arsenal che fu e ha aperto la strada a 10 anni in cui le uniche vittorie sono state il Community Shield e l’Fa Cup dello scorso anno. Un trofeo, quest’ultimo, che sembrava una ripartenza, un gustare di nuovo il sapore dell’essere migliori di tutti per poi tornare in fretta in cima alla Premier. Non è stato così, i soli 2 successi nelle prime 8 di campionato con cui i Gunners hanno iniziato questa stagione sono costati tantissimo. Contro l’Aston Villa, però, in un'altra finale di Fa Cup, Wenger ha una nuova chance per sentirsi di nuovo un vincente; per ritrovare l’Arsenal che fu.

 

di Edoardo Testoni

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