Aaron Ramsey, l'uomo delle finali

Il gallese ha inciso i propri tratti nel tempio del calcio inglese. Sabato contro l'Aston Villa Ramsey potrebbe fotocopiare il finale dell'anno scorso

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Quando porti due trofei consecutivi ad una squadra rimasta a secco 9 anni, diventare il volto di quelle vittorie è inevitabile.

I tratti gallesi di Aaron Ramsey incisi nel tempio del calcio inglese, il back to back trophy di Wembley dell'anno scorso, Fa Cup e Community Shield, dovevano essere per il centrocampista di Wenger un salto in avanti, definitiva svolta nella sua parabola di calciatore.

A bloccare il trampolino però lo stesso problema alla coscia della passata stagione. Ricordate com'era andata? Arsenal primo a Natale grazie anche e soprattutto alle sue prestazioni. Il suo crack è anche quello dei Gunners, scivolati dalla testa al quarto posto.

Quest'anno stesso problema nello stesso periodo, nella stagione dell'Arsenal però la sua mancanza ha inciso meno, vuoi per l'arrivo di Sanchez, vuoi per la scoperta Coquelin, cuscinetti ingombranti alle due estremità verticali del centrocampo. Per Ramsey più presenze, ma meno libertà, più mediano meno trequartista, sottrazione che porta meno gol, 6 a voler esser precisi. 16 nel 2014, 10 nel 2015.

Stagione più o meno simile, con la grossa chance di scrivere lo stesso finale. Andiamo in stampa, Aaron?

Di Davide Bernardi

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