Rally di Portogallo, un weekend di ordinaria follia

Il cambio di location fa scoppiare le polemiche

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L'abbandono degli scenari dell'Algarve dopo dieci anni consecutivi e il ritorno del WRC nel nord del Portogallo non è stato certo un passaggio indolore per il locale Automobil Club (ACP). Molte polemiche hanno accompagnato l'immediata vigilia del Rally disputato lo scorso fine settimana e altre seguiranno nei prossimi mesi, tenuto conto che il contratto che lega la nuova sede di gara al circuito mondiale prevede una stabilità triennale, e quindi non si discuterà di null'altro fino a fine 2017. 

Il presidente ACP Carlos Barbosa è tornato sull'argomento, dopo aver accolto con soddisfazione i dati relativi al pubblico che si è riversato nelle aree di gara, giustificando ancora la scelta di tornare al nord con la passione per il rally da sempre espressa da queste parti. Una passione (e una tradizione) che evidentemente ha assunto un peso maggiore rispetto alle qualità dell'organizzazione dell'Algarve che aveva dato fin qui vita a un 'rally perfetto', ma che non avrebbe poi fatto molto per garantire copertura a una nuova edizione. 

Il bilancio passione/costi continua a non convincere i detrattori del nuovo percorso: l'edizione 2015 è costata intorno ai 4 milioni di euro, più di 600 mila euro rispetto all'anno precedente. Anche in questo caso Barbosa ha trovato risposte: spese per garantire la sicurezza, in parte sopportate dai municipi coinvolti lungo l'itinerario. Alcuni dei quali entusiasti di essere 'parte delle storia', come ha dichiarato più volte Pedro Machado, presidente della Consiglio municipale di Lousada. La sicurezza avrebbe assorbito almeno il 35% del nuovo budget stanziato. E per fortuna, visto che per non farsi mancare nulla, a Ponte de Lima -alla vigilia del passaggio in prova speciale- nella notte precedente la gara sono scoppiati strani incendi, con almeno quattro diversi (e distanti) focolai di innesco. 

Il responsabile stampa del Rally, Miguel Fonseca, ha minimizzato: "Non è stato un grande impegno per i pompieri e abbiamo rispettato il programma, anche se in alcuni tratti abbiamo dovuto vietare l'accesso al pubblico". Una dichiarazione che però, a fine week-end, un po' stride con quella del 2° Comandante del CDOS Robalo  Simões secondo il quale oltre a numerose squadre di vigili del fuoco c'è stato bisogno di due plotoni dell'esercito in appoggio per contenere le fiamme, per un totale di 267 uomini e 66 veicoli, oltre all'aiuto dell'intero Corpo Volontari di Ponte de Lima. Un bilancio confermato dalla Protezione Civile Portoghese, secondo la quale l'intervento è stato energico e tempestivo in una situazione difficile e pericolosa. 

Barbosa ha grandi progetti per il futuro: coinvolgere Arganil e invertire la data in calendario con la Sardegna per via delle condizioni meteo in Portogallo. Tuttavia al di là degli incendi e delle polemiche di campanile, la scelta di tornare a nord pare nasconda soprattutto un contenzioso economico fra l'Algarve e l'ACP, che del milione e mezzo di euro garantito dallo Stato per il 2014 non avrebbe ancora ricevuto il proprio terzo spettante (500mila euro). 

Come dire che ogni mondo è Paese.

di Lucio Rizzica

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