Iaaf Diamond League: Barshim vince il primo duello stagionale con Bondarenko

La storia di Mutaz, figlio d’arte di un mezzofondista-marciatore

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Il giovane fuoriclasse del salto in alto del Qatar Mutaz Essa Barshim ha vinto il primo scontro stagionale con il rivale ucraino Bogdan Bondarenko al Golden Grand Prix di Shanghai, seconda tappa della IAAF Diamond League.

Superando l’asticella a 2.38 Barshim ha migliorato di un centimetro il primato mondiale stagionale di Bondarenko che settimana scorsa aveva superato 2.37 a Kawasaki. Grazie al successo di Shanghai Barshim si è portato in testa nei confronti diretti con Bondarenko per 8-7

Lo scorso anno i due campioni diedero vita a duelli memorabili. L’ucraino si aggiudicò 4 di questi sette scontri diretti ma Barshim vinse la Diamond Race 2014 grazie al successo nella finale di Bruxelles dove si impose con il nuovo record asiatico di 2.43, mentre Bondarenko superò l’asticella a 2.40 al termine di una delle più grandi gare di sempre.

Il 2014 è stato l’anno del salto in alto maschile con ben sei specialisti in grado di valicare l’asticella dei 2.40 almeno una volta. In una sola estate il formidabile talento del Qatar ha superato questa barriera ben quattro volte al Golden Gala di Roma con 2.41, a New York con 2.42 al termine di un memorabile duello con Bondarenko che vinse con la stessa misura ma con un numero minore di errori, eguagliando il record europeo dello svedese Patrick Sjoberg, a Eberstadt con 2.41 in un meeting dedicato soltanto al salto in alto e nella finale della Diamond League a Bruxelles con 2.43. Pure Bondarenko ha valicato l’asticella oltre il magico muro ben cinque volte a Tokyo (2.40), New York (2.42)Losanna (2.40), Montecarlo (2.40) e Bruxelles (2.40).

Nella storia del salto in alto soltanto il leggendario cubano Javier Sotomayor ha fatto meglio di Barshim portando il record del mondo a 2.45 a Salamanca nell’ormai lontano 1993.

Nella stagione indoor del 2015 Barshim ha superato ancora due volte il muro dei 2.40 a Banska Bystrika in Repubblica Ceca e a Athlone in Irlanda.

Barshim, nato il 24 Giugno 1991 a Doha, è diventato l’orgoglio di un paese che prima di allora aveva prodotto soprattutto mezzofondisti. E’ proprio dalle gare di lunga distanza in pista che partì la carriera di Mutaz che provò mezzofondo e marcia seguendo l’esempio di suo padre.

“Vengo da una famiglia afro-asiatica. Mio padre è di Doha. Mia madre è di origine sudanese. Mio padre era un buon fondista e marciatore della squadra nazionale. Disputava gare di 20 km di marcia e di 10 km di corsa. Lo guardavo in televisione e frequentavo le gare dove gareggiava. Mio padre mi portava al campo di atletica. Divenne campione del Golfo due o tre volte e vinse medaglie ai Campionati Arabi. Allora avevo otto anni. Seguendo il suo esempio iniziai con la marcia in un paio di competizioni ma non mi piaceva, così decisi di provare con il mezzofondo ma un giorno l’allenatore del mio club Helmy Abosalama intuì il mio talento per i salti. Mi divertii a praticare salto in lungo, salto triplo e salto in alto per due stagioni prima di concentrarmi sull’alto all’età di 15 anni. Tutta la mia famiglia pratica sport. Ho quattro fratelli e una sorella. Mio fratello più giovane Muammar ha superato 2.28m nell’alto. ”, ha raccontato Mutaz Barshim.

Barhim dimostrò ben presto il suo talento piazzandosi terzo ai Campionati del Golfo Persico nel 2009 ma ha iniziato a dedicarsi all’atletica seriamente dopo l’incontro con il suo attuale allenatore Stanislaw Szczyrba, tecnico svedese di origini polacche che allenò in passato il fortissimo saltatore in alto svedese Linus Thorblad e ora lavora con la Federazione di atletica del Qatar. Mutaz si allena presso l’Aspire Academy, avveniristico complesso sportivo di Doha ma trascorre alcune settimane di allenamento in Svezia e in Polonia. Szczyrba ha preso a modello la tecnica del due volte medagliato olimpico polacco Artur Partyka per sviluppare la tecnica di stacco di Barshim. “Grazie al mio allenatore ho conosciuto Artur. Siamo molto amici e parliamo molto insieme. Mi piace seguire i suoi preziosi consigli”.

“Il primo giorno di allenamento il mio allenatore rimase stupito e mi disse che avevo il potenziale per saltare 2..40. Era difficile comprendere che allora credesse nelle mie potenzialità di raggiungere misure così elevate. Stanislaw è più di un semlice allenatore. E’ come un secondo padre. Trascorriamo molte ore insieme fuori dalla pista.”.

I risultati non tardarono ad arrivare e Mutaz vinse il titolo mondiale juniores nel 2010 nella città canadese di Moncton con 2.30m, misura straordinaria per un saltatore al di sotto dei 20 anni.

Dopo essersi classificato settimo ai Mondiali di Daegu 2011 con 2.32 (stessa misura fatta registrare con un numero minore di errori dalla medaglia di bronzo Trevor Berry delle Bahamas e da altri tre atleti)., Barshim ha vinto la sua prima medaglia in una grande rassegna mondiale alle Olimpiadi di Londra dove divise il terzo gradino del podio con il britannico Robbie Grabarz e dal canadese Derek Drouin alla stessa misura di 2.29 nonostante problemi alla schiena a causa di una frattura da stress alla quinta vertebra lombare che aveva condizionato la sua preparazione al grande appuntamento.

“Considerando i problemi alla schiena, vincere la medaglia di bronzo è stato un risultato straordinario. Sono stato il quarto atleta nella storia del Qatar a vincere una medaglia alle Olimpiadi ma la seconda nell’atletica vent’anni dopo il bronzo di Souleiman nei 1500 metri a Barcellona”, ha raccontato con orgoglio Barshim.

Poche settimane dopo le Olimpiadi Mutaz ha compiuto la grande impresa di eguagliare  il record asiatico detenuto dal cinese Zhu Janhua con 2.39 al meeting della Diamond League di Losanna allo Stade Olympique de la Pontaise al termine di una gara memorabile dove il campione olimpico Ivan Ukhov e Robbie Grabarz hanno superato 2.37.

Nel 2013 è entrato per la prima volta in carriera nel ristretto club dei 2.40 superando questa misura al Prefontaine Classic di Eugene nel tempio statunitense di Hayward Field. Nel corso di quell’estate ha conquistato l’argento ai Mondiali allo Stadio Luzhniki di Mosca con 2.38 alle spalle di Bondarenko che in quell’occasione eguagliò il suo record personale con 2.41.

Nel Marzo 2014 Barshim ha vinto il titolo mondiale indoor a Sopot in Polonia battendo il record asiatico al coperto con 2.38m.

Barshim ha spiegato i motivi dell’esplosione della specialità nelle ultime due stagioni. “Il salto in alto è la specialità più competitiva con tanti grandi talenti in grado di avvicinare la barriera dei 2.40. Prima si vinceva la medaglia d’oro con 2.35- 2.36. Ora queste misure non bastano più neanche per salire sul podio. Da tempo la gente si chiede chi possa essere in grado di battere un giorno il record del mondo. Ci sono tanti atleti di alto livello e sono parecchi i saltatori che possono battere il record”.

Mutaz Barshim è un ragazzo colto e parla un ottimo inglese grazie agli studi alla Scuola Araba di Doha. Inoltre coltiva la passione per il cinema. “A scuola ci obbligavano a parlare un giorno alla settimana in inglese. Nel corso del tempo la mia conoscenza di questa lingua è migliorata grazie ai viaggi e alla visione dei film in inglese. Ho iniziato ad appassionarmi di cinema a 14 anni. Sono un amante delle commedie, dei documentari e dei film d’azione ma non mi piacciono i film dell’orrore. Il mio attore preferito è Eddie Murphy, una leggenda vivente del cinema. L’altra mia passione è la cucina. Mi piace mangiare la pasta, il pollo e il salmone”

                                                                                             

di Diego Sampaolo


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