DIAMOND LEAGUE SHANGHAI: JAMES SFIDA MERRITT

Alle 13 su Fox Sports 2 quante sfide nella seconda tappa dei prestigiosi meeting di atletica

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• 100 femminili da finale olimpica con Fraser Pryce, Campbell Brown, Okagbare e Lee Ahye

• 100 femminili da finale olimpica con Fraser Pryce, Campbell Brown, Okagbare e Lee Ahye

• 110 ostacoli in conclusione di meeting con David Oliver e Aries Merritt


Triplo con Catherine Ibarguen e giavellotto con il ritorno di Christina Obergfoll nel giavellotto

La seconda tappa della IAAF Diamond League in programma a Shanghai dalle 13 del 17 Maggio e sugli schermi di Fox Sports 2 propone numerosi duelli che infiammeranno lo Shanghai Stadium come i 400 metri con il campione olimpico Kirani James e il campione mondiale Lashawn Merritt, i 100 metri femminili con le due giamaicane Shelly Ann Fraser Pryce e Veronica Campbell Brown, i 110 ostacoli che concluderanno alla grande il meeting con il campione del mondo David Oliver e il primatista del mondo Aries Merritt

400 metri maschili:

Una delle sfide che hanno maggiormente entusiasmato gli appassionati durante la passata edizione della Diamond League è stata quella dei 400 metri tra il formidabile talento di Grenada Kirani James, campione mondiale a Daegu 2011 e campione olimpico a Londra 2012, e lo statunitense Lashawn Merritt, campione olimpico a Pechino 2008 e iridato a Mosca 2013. Lo scorso anno i due fuoriclasse infiammarono il mitico tempio dell’atletica di Hayward Field a Eugene dove James prevalse per quattro millesimi di secondo in 43”97. Poche settimane dopo diedero vita ad un’altra sfida memorabile a Losanna dove James prevalse ancora con il record personale e del Commonwealth di 43”74, mentre Merritt scese a sua volta sotto i 44 secondi con 43”92.

James ha contribuito a mettere la piccola isola di Grenada sulla mappa dell’atletica mondiale in occasione del trionfo ai Mondiali di Daegu nel 2011 in 44”60 due giorni prima del suo diciannovesimo compleanno replicato l’anno dopo ai Giochi Olimpici di Londra 2012 in un formidabile 43”94 (divenne il primo quattrocentista non statunitense capace di infrangere la barriera mitica dei 44 secondi). Questi successi hanno scatenato l’entusiasmo nell’isola caraibica di appena 104000 abitanti dove la gente è scesa per strada per celebrare il loro giovane campione. Le vittorie di Daegu e Londra sono state infatti le prime nella storia di questo paese sia alle Olimpiadi sia ai Mondiali all’aperto anche se in precedenza ai Mondiali Indoor un altro grenadino Alleyne Francique vinse due titoli mondiali indoor nel 2004 e nel 2006. A Grenada hanno persino dedicato a Kirani un’autostrada (la Kirani James Motorway) per celebrare la sua vittoria olimpica.

James emerse sulla ribalta mondiale a 16 anni quando vinse i titoli mondiali under 18 sui 200 metri e sui 400 metri a Bressanone correndo il giro di pista in un formidabile 45”24. L’anno dopo trionfò sui 400 metri ai Mondiali Juniores di Moncton 2010. Fa parte di una ristretta elite di campioni capaci di vincere i titoli mondiali in tutte le categorie (under 18, under 20 e seniores).

Il giovane campione caraibico, nato a St George (dove si trova l’unico ospedale dell’isola) ma cresciuto a Guoyane, viene da una famiglia molto appassionata di sport. “La mia intera famiglia giocava a basket. Sia mio padre che i miei fratelli praticavano questo sport a buoni livelli.Anch’io ho iniziato con il basket e a calcio ma ho capito presto che lo sport dove potevo emergere era l’atletica.

Grazie ai primi successi James ha vinto una borsa di studio presso l’Università dell’Alabama dove studia economia e si allena sotto la guida di Harvey Glance, campione olimpico con la staffetta 4x100 a Montreal 1976. Per la sua Università conquistò due titoli universitari statunitensi NCAA nel 2010 e nel 2011.

In questa stagione James ha stabilito il miglior tempo mondiale dell’anno con 44”22 alle Drake Relays di Des Moines.

Tra gli altri protagonisti in grado di inserirsi nella lotta per i primi tre posti che danno punteggio per la Diamond Race vanno ricordati anche James Makwala del Botswana, che lo scorso anno realizzò una straordinaria doppietta correndo i 200 in 19”96 e i 400 in 44”01 in una sola giornata a Chaux de Fonds in Svizzera e il campione europeo di Barcellona 2010 Kevin Borlée, che due settimane fa ha contribuito con la sua straordinaria frazione al terzo posto ai Mondiali di Staffette alle Bahamas della staffetta 4x400 del Belgio che annoverava anche il gemello Jonathan e l’altro fratello Dylan, figli d’arte del campione belga Jacques Borlée, medaglia d’argento agli Europei Indoor di Budapest 1983 sui 200 metri.

100 metri femminili:

La sfida femminile che infiammerà la pista dello Shanghai Stadium sarà il duello giamaicano tra la due volte campionessa olimpica dei 100 metri e iridata dei 100 e 200 metri Shelly Ann Fraser Pryce e la campionessa olimpica dei 200 di Atene 2004 e Pechino 2008 Veronica Campbell Brown, anche se non vanno dimenticate la nigeriana Blessing Okagbare, campionessa del Commonwealth sui 100 e sui 200 lo scorso anno e vincitrice sui 200 e nel salto in lungo nella passata edizione del meeting di Shanghai, e la giovane sprinter di Trinidad and Tobago Michelle Lee Ahye, prima lo scorso anno nelle tappe della Diamond League di Losanna e Glasgow e la statunitense Tori Bowie, atleta conosciuta come specialista del salto in lungo convertitasi con successo alla velocità con le vittorie a sorpresa a Eugene sui 200 e a Roma e Montecarlo sui 100 nella passata edizione del circuito.

Fraser Pryce ha vinto tutto quello che c’era da vincere nella sua carriera ed è stata incoronata Atleta dell’Anno nel 2013 dopo il triplo trionfo ai Mondiali di Mosca sui 100, sui 200 e nella 4x100. La velocista giamaicana, soprannominata “the Pocket Rocket” (il razzo tascabile), laureata in Child Adolescent Development presso la University of Technology di Kingston, si dedica alla Pocket Rocket Foundation nata con l’obiettivo di permettere ai giovani più poveri del suo paese di accedere all’istruzione. Inoltre si occupa del salone di parrucchiera a Kingston dove lavorano alcuni suoi famigliari. “Sono orgogliosa del lavoro che sto portando avanti con la mia Fondazione. Quando rappresento la Giamaica voglio essere un esempio per i giovani del mio paese”, ha detto Shelly Ann Fraser Pryce.

110 ostacoli:

Il meeting cinese si concluderà come da tradizione  con un grande 110 ostacoli e non poteva essere altrimenti nella metropoli che ha dato i natali all’idolo locale Liu Xiang (campione olimpico a Atene 2004 e primatista mondiale con 12”88 a Losanna nel 2006, che verrà festeggiato a poche settimane dall’annuncio del ritiro. Alla presenza del grande campione cinese si sfideranno il campione mondiale di Mosca 2013 David Oliver e il campione olimpico e primatista mondiale Aries Merritt, oltre al cubano Orlando Ortega (finalista olimpico a Londra e autore di un eccellente 13”01 lo scorso anno) e al cinese Xie Wenjun, che conquistò il successo nella passata edizione.

La storia più interessante è quella di Oliver, campione con il fisico imponente da giocatore di football americano, sport praticato ai tempi del college con il ruolo di wide receiver e sua grande passione insieme alla squadra di calcio dell’Arsenal. Nell’Agosto 2013 il campione statunitense vinse il suo primo titolo mondiale davanti a sua madre Brenda, ex specialista dei 400 ostacoli. “A lei ho voluto dedicare il titolo mondiale. Mia madre é la mia più grande sostenitrice. E’ stato un momento memorabile quando l’ho vista in tribuna emozionata per la mia vittoria. Mi ha dato molti insegnamenti. Da atleta non riuscì a coronare il sogno di partecipare alle Olimpiadi Mosca 1980 a causa del boicottaggio statunitense. Per questo la mia vittoria è stata ancora più speciale”, disse ai Mondiali di Mosca Oliver

Lancio del giavellotto femminile: Shanghai festeggerà il ritorno della giavellottista tedesca Christina Obergfoll, che dopo il trionfo ai Mondiali di Mosca, si è presa un anno di pausa per dare alla luce il piccolo Marlon, nato dal matrimonio con l’ex giavellottista tedesco e suo allenatore Boris Henry che ha preso il cognome della moglie e si chiama Boris Obergfoll. La tedesca ritroverà in pedana un’altra fresca mamma Mariya Abakumova, che vinse il titolo mondiale a Daegu 2011 e il bronzo a Mosca, oltre alla sudafricana Sunette Viljoen, seconda ai Mondiali di Mosca

Salto triplo femminile: Grande favorita del salto triplo sarà Catherine Ibarguen, la prima donna colombiana della storia in grado di vincere il titolo mondiale nell’atletica. Ibarguen è diventata la quinta atleta della storia lo scorso anno in occasione del favoloso salto da 15.31 ottenuto al meeting di Montecarlo. Non perde una gara dalle Olimpiadi di Londra 2012 dove vinse la medaglia d’argento alle spalle della kazaka Olga Rypakova, che ritroverà in pedana a Shanghai.

Ibarguen iniziò con la pallavolo prima di dedicarsi all’atletica a 12 anni quando fu scoperta a scuola dal suo primo allenatore Wilder Zapata. Nei suoi primi anni praticava il salto in alto, specialità nella quale vanta un record personale di 1.93m e vinse numerosi titoli sudamericani. Dopo un periodo di stallo della sua carriera la svolta della carriera arrivò dopo le Olimpiadi di Pechino quando il suo attuale allenatore Ubaldo Duany (che Catherine definisce un secondo padre) intuì le sue enormi potenzialità nel salto triplo. Nel 2011 vinse la medaglia di bronzo ai Mondiali di Daegu con la misura di 14.84. Alle Olimpiadi di Londra Ibarguen ha vinto la seconda medaglia olimpica dell’atletica colombiana 20 anni dopo il bronzo sui 400 metri di Ximena Restrepo a Barcellona.

“Lo sport mi ha aiutato a crescere come persona e mi dà la possibilità di incontrare gente nuova e scoprire molti paesi. Oltre all’atletica mi piace ballare la salsa, andare al cinema e fare shopping”, ha detto Ibarguen.

Di Diego Sampaolo

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