La conferenza di Gerrard prima dell'ultima ad Anfield

Voglio finire al meglio. Ho qualche rimpianto, molti ricordi felici, come Istanbul. Sarà il momento più commovente per me

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L’ULTIMA AD ANFIELD – Sto bene, non vedo l’ora di scendere in campo. Voglio vincere a tutti i costi per finire al meglio. Sarà emozionante salutare a fine partita. Ho sentimenti contrastanti in questo momento. Anfield mi mancherà davvero tanto.

ORGOGLIO REDS –
Sono orgoglioso di ciò che ho realizzato, dei trofei vinti e dei grandi momenti vissuti che restano nella mia memoria. Certo, non aver vinto la Premier League sarà un grosso rimpianto, ma ormai è andata così e adesso non posso farci niente.

FUTURO IN PANCHINA
–Sto studiando per prendere il patentino, ma per poter allenare ad Anfield devi essere davvero bravo. Sarebbe ingenuo pensare di poter diventare l’allenatore del Liverpool solo perché ho avuto qui una buona carriera da calciatore. Di certo, se mi venisse offerta la panchina del Liverpool dopo un po’ di anni lontano da qui, ci penserei; spero di poter ancora aiutare il club in qualche modo in futuro.

ISTANBUL
-   È stata la notte più bella della mia vita, se ci ripenso ho ancora la pelle d’oca (in inglese, “mi si drizzano i capelli sul collo”). Ha avuto l’andamento più bello possibile: penso che l’evoluzione della serata, come siamo riusciti a rialzarci dal 3-0, la farà passare alla storia come una delle finali più belle di sempre.

LIVERPOOL SENZA STEVIE – Mi scuso per aver fatto concentrare le attenzioni su di me e non sulla squadra in questa settimana: non avrei mai voluto. In questa stagione siamo arrivati vicino alla vittoria sia in FA Cup che in Coppa di lega, pur avendo perso quello che l’anno scorso è stato il miglior giocatore al mondo (Suarez). Qui, però, c’è un nucleo fantastico di giocatori e spero che Rodgers resti qui come allenatore. Consiglio anche a Sterling di restare: ha bisogno di un allenatore che crede in lui, che lo aiuti a crescere e Rodgers è il migliore per farlo.

 

 

INFLUENZE CHIAVE – Come allenatori, devo molto a Steve Heighway e Hugh McAuley. Non posso, però, dimenticare Gerard Houllier, che mi ha aiutato a migliorare: con lui ho vinto i primi tre trofei e ha deciso di darmi la fascia da capitano quando avevo solo 23 anni. Sono stato bene anche con Rodgers, ma ho un rimpianto: avrei voluto conoscerlo quando ero al top della mia carriera. Con lui, avrei vinto molto di più.

 

LIVERPOOL-PALACE – Ho amato ogni istante in cui ho rappresentato questo club e questa tifoseria: ho dato sempre il massimo. Tanti cercano di paragonarmi a chi mi ha preceduto o mi paragoneranno a chi indosserà questa maglia, ma io ho sempre e solo cercato di essere me stesso meglio che ho potuto. Ho ricevuto un sostegno incredibile dal primo giorno e non è mai scemato, sia quando ho vissuto sconfitte crudeli sia quando ho toccato vette inimmaginabili. Sarà il saluto più commovente di tutti.

 

Di Redazione FOXSports

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