Sciopero della Liga: qual è il problema?

Vi spieghiamo perché qualcuno minaccia uno stop del campionato spagnolo e quali sono i fronti e l'oggetto del contendere

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Lo scontro è serio, almeno nella forma. Nel momento in cui il calcio spagnolo sta provando di nuovo a portare tre squadre nelle due più significative finali continentali, lo scenario domestico è decisamente agitato.

La Federazione, presieduta da Angel Maria Villar e in accordo con il potente sindacato dei calciatori rappresentato da Rubiales, ha sospeso a tempo indeterminato lo svolgimento dei campionati di Primera e Segunda Division, arrivando al massimo dello scontro con la Lega del vulcanico presidente Tébas che ha avuto nel Consiglio Superiore dello Sport spagnolo, organismo governativo, un totale alleato al momento della stesura del nuovo decreto per la ripartizione dei proventi derivati dai diritti televisivi.

La sensazione è che fra la superficie della questione e la sostanza della stessa ci siano delle differenze sensibili: ufficialmente, la Federazione si lamenta di non essere stata sufficientemente considerata, con il sindacato dei calciatori che appoggia la protesta, sostenendo la necessità di maggiori aiuti ai club di seconda serie. In realtà, la sensazione forte è che si tratti di un pretesto per rinvigorire la battaglia fra le figure che rappresentano queste entità: si dice – e va sempre rimarcato come si parli di correnti di pensiero non suffragate da dichiarazioni ufficiali – che in realtà il Presidente Villar sia da tempo ai ferri corti con il presidente di Lega e soprattutto con il Governo, rappresentato dal Consiglio Superiore dello Sport, perché le nuove norme prevedono anche una serie di controlli economici che andrebbero a coinvolgere il potere federale, esercitato in totale autonomia da Angel Maria Villar ormai dal 1988.

Per il momento la FIFA tace, anche se il presidente della Federazione spagnola, che è anche attuale vice di Blatter e numero 3 della UEFA, dice di averla dalla propria parte, al fine di garantire la libertà e l'indipendenza di una federazione calcistica rispetto al governo di un paese. Diritti che – stando al pensiero di Villar - sarebbero scavalcati nel caso in cui venissero effettivamente attuati dei controlli economici statali.

L'unica cosa chiara è che si parla di soldi. Di come si vorrebbero o dovrebbero usare, invece, non si può ancora capire molto.

 

Di Stefano Borghi

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