Il quintetto dell'11^ giornata di Eurolega

Ecco i migliori 5 giocatori dell'ultimo turno di Eurolega

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Jeremy Pargo (Maccabi Tel Aviv), in Israele , memori dello spavento del 2004, non sono mai felici di vedere lo Zalgiris, soprattutto per una sfida in cui il Maccabi ha tutto da perdere. Pargo, allora, ha pensato che era arrivato il momento di giocare la miglior partita dell’anno: 26 punti, massimo in carriera in Eurolega, la maggior parte dei quali segnati all’inizio, per indicare la strada, e alla fine, per scacciare le paure.

Mike James (Laboral Kutxa Vitoria), la notizia peggiore della giornata per Milano non è arrivata da Istanbul ma da Vitoria. Lì, più che alla Ulker Arena, si sono spente le speranze milanesi, a causa della vittoria basca sull’Olympiacos, a causa soprattutto della grande prestazione di questo decathleta prestato alla pallacanestro, solo l’anno scorso protagonista ad Omegna, Piemonte, nel campionato Silver di Lega 2. 17 punti, 6 rimbalzi e 5 recuperi hanno avvicinato il Laboral ai playoff, dando una bella spinta verso il basso all’EA7.

Tomas Satoransky (Barcellona), da qualche tempo ha tolto il posto in quintetto a Huertas. Si sa, però, che quello che conta non è tanto cominciare le partite ma soprattutto finirle. E Satoransky, al suo primo anno a Barcellona, è in campo ormai sempre anche alla fine: il suo 2 su 2 dalla lunetta ha piegato definitivamente la resistenza della Stella Rossa, già incrinata profondamente dalla sua prestazione da 11 punti, 10 rimbalzi e 5 assist. Il nuovo Barcellona avanza.

James Gist (Panathinaikos), ne è passato di tempo da quando, a Biella, lo svezzarono e lo fecero diventare, da grande atleta quale sempre è stato, un ottimo giocatore di basket. Ad Atene a poco a poco si è completato, ha lavorato sulla tecnica e sulla comprensione del gioco e ora è un ingranaggio chiave del meccanismo di una delle squadre più blasonate d’Europa. Il Real Madrid, con il suo pacchetto lunghi di solito strapotente, se ne è accorto sulla propria pelle.

Milko Bjelica (Efes Istanbul), nella partita più difficile, contro un minaccioso Nizhny Novgorod, dopo quattro sconfitte consecutive e senza Nenad Krstic, l’Efes ha trovato il proprio salvatore in questo sottovalutato professore di basket. Non ha certo il talento e le doti fisiche del suo omonimo Nemanja; di sicuro però l’intelligenza cestistica è di altissimo livello, così come la grande capacità di rendere al meglio quando la palla comincia a scottare.

Di Geri De Rosa 

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