La Juventus pesca il Monaco, ecco come gioca la squadra di Leonardo Jardim

Dopo l'Arsenal ora i monegaschi affronteranno la Juve, Jardim conosce la formula giusta

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• Il Monaco ha perso solo una volta nelle ultime 13 di campionato

• I monegaschi affronteranno la Juve nei quarti di finale di Champions, dopo aver eliminato l'Arsenal

Dall’urna di Nyon è uscito il Monaco, obbiettivamente la squadra meno forte. La Juventus può tutto sommato considerarsi fortunata, perché i monegaschi non sono il Bayern Monaco, non sono il Barcellona  e non sono nemmeno il Real Madrid. Va comunque considerato che è un quarto di finale di Champions, che il Monaco ha eliminato l’Arsenal e che Leonardo Jardim è uno che sa come sorprendere chi lo crede già battuto. Nelle difficoltà infatti c’è chi cambia finché non trova la formula giusta e chi invece aspetta convinto che la formula vincente, ce l’abbia già. L’allenatore portoghese nelle proprie idee ha sempre creduto, anche quando ad agosto la società gli ha venduto Falcao e James Rodrigues senza sostanzialmente comprare nessuno, anche quando più che il 4-3-3 divertente del suo Sporting Lisbona, nel principato si vedeva solo un attacco che segnava poco e una difesa che di gol ne prendeva troppi. Tempo e pazienza: Jardim sapeva di avere la formula giusta.

Qualche mese di assestamento e a dicembre i conti iniziano a tornare, davanti segnano, dietro non ne prendono: una sola sconfitta nelle ultime 13 di campionato e la miglior difesa della Ligue1: il Monaco torna nobile, anche in classifica. Il passaggio del turno in Champions come riconoscimento ad un allenatore che ha sempre puntato sul proprio lavoro, premio per chi ogni partita in campo mette 7 giocatori che hanno al massimo 23 anni. Il Monaco è vero nel ritorno con i Gunners ne hanno prese due, ma in casa, in campionato, Jardim ha già fermato Lione, Marsiglia e Psg. I monegaschi questi quarti di finale li giocheranno con la consapevolezza di chi sa di non avere molto da perdere: la semifinale di Champions sarebbe il traguardo ideale per chi sa di avere in mano la formula giusta.

 

Di Davide Bernardi

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