Oblak, il "portiere del futuro" è diventato il presente

Dopo l'infortunio di Moyà, è entrato ed è risultato decisivo per il passaggio ai quarti dell'Atletico

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• Oblak con le sue parate ai rigori ha garantito il passaggio del turno in Champions all’Atletico

• Il titolare di Simeone è Moyà, uscito contro il Bayer al 23’ per un problema fisico

• L’Atletico giocherà contro il Getafe, sabato alle 16.00, in diretta su Fox Sports 2/Plus

 

Nel calcio tutto cambia in un secondo”- Parola di Jan Oblak. D’accordo, non avrà scoperto l’acqua calda, ma il concetto non potrebbe essere più vero, specialmente dopo ieri sera.

Minuto numero 23: Jan Oblak è seduto in panchina quando un pallone abbastanza agevole arriva tra le braccia di Moyà. Il numero uno dell’Atletico Madrid lo blocca a terra. Pochi istanti dopo un cenno inequivocabile verso la panchina: problema muscolare, ci vuole il cambio. Simeone si gira, Jan si è già tolto la tuta, niente riscaldamento. Non c’è tempo. Nel momento decisivo della stagione dei Colchoneros c’è bisogno di lui. Ha 22 anni, lo scorso anno al Benfica ha tolto il posto da titolare ad Artur(ex Roma); Real Madrid e Atletico lo volevano fortemente; doveva essere l’erede di Courtois, si è ritrovato a fare la riserva di Moyà, semplicemente perché l’ex portiere del Getafe ha convinto di più. Jan fino a quel momento è stato titolare solo in Copa del Rey. Prima di entrare un abbraccio con Moyà, qualche parola di consiglio e poi dentro, nella mischia.

Ci vuole una forte personalità e un altissimo autocontrollo per alzarsi dalla panchina e calarsi subito nella partita. Il portiere, a differenza di tutti, è solo in mezzo al campo. Se sbaglia lui, è finita e questo Jan lo sa da quando ha cominciato a giocare. Lo sloveno è perfetto, poi si va ai rigori. Raul Garcia sbaglia il primo, forse il più importante. In quel momento l’Atletico Madrid, che grazie al gol di Mario Suarez ha portato il match ai supplementari, è potenzialmente sotto. Dal dischetto per il Bayer Leverkusen si presenta Çalhanoğlu: parato. 

L’errore decisivo sarà di Kießling. Parte la festa: tutti ad abbracciare lo sloveno che lo stesso Moya qualche tempo fa ha definito “ il portiere del futuro” e che, in un istante, potrebbe esser diventato il presente dei Colchoneros. L’ Atletico Madrid passa ai quarti di finale, e gran parte del merito è di Jan Oblak, il dodicesimo titolare. 

di Gabriele Giustiniani

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