Di Canio: "Sunderland allo sbando, è un'indecenza"

Paolo Di Canio, che conosce bene l'ambiente dello Stadium of Light, in studio a Fox Sports ha analizzato la situazione della squadra di Poyet

0 condivisioni 0 commenti

Share

• Il Sunderland ha perso 4-0 in casa con l'Aston Villa

• I Black Cats sono a un punto dalla zona retrocessione

• Dopo lo 0-3 (al 37') molti tifosi hanno lasciato lo stadio

Con me non è mai successo che i tifosi lasciassero lo stadio in anticipo nonostante i problemi che anche sotto la mia gestione ci sono stati. Non è mai successo perché c'era dignità nei comportamenti e i tifosi lo capivano.  In questo caso non lo so, ma di certo la squadra è allo sbando ed è normale che sia così. Non è colpa dei tifosi, che sono fantastici, sono sempre in 45.000 ad ogni partita. Non accettano, come tutte le tifoserie, che si oltrepassi il limite della decenza e si calpesti la maglia. 

Non parlo di chi mi ha succeduto su quella panchina, Poyet, perché i problemi nascono dall'alto, dal presidente Ellis Short. Io ho salvato il Sunderland quando era in caduta libera: io e il mio staff abbiamo compiuto un vero e proprio miracolo, in campo ma anche nello spirito. Abbiamo provato a cambiare la filosofia di un gruppo dove in due anni, nonostante tutto quello che succedeva (con giocatori ubriachi o a fare baldoria fino a tardi a pochi giorni di una partita), non era mai stata comminata una multa per indisciplina. Io davo multe anche per cinque minuti di ritardo: perché è una questione di rispetto nei confronti di tutti, serve per mantenere l'ordine nello spogliatoio. Mi sono preso tutte le responsabilità, ma il mio progetto è stato subito interrotto.

L’indecenza adesso è davanti agli occhi di tutti e i tifosi non sono contenti. Ma ripeto, le scelte vengono dall'alto. Quando c'ero io il mercato era in mano a due dirigenti che hanno preso 16 giocatori. Sedici giocatori non validi perché in un anno sono spariti tutti e pure i due dirigenti sono stati cacciati, ovviamente. Questo mercato l'ha fatto Poyet: i giocatori sono tutti suoi, ma è il presidente che prende le decisioni, che dà fiducia o non dà fiducia, che fa le scelte.

Non voglio imputare nulla a Poyet, ma se non multi un giocatore perché hai paura, poi arrivano il problemi. Come quando dai il potere a dei giocatori (per di più scarsi, perché l'anno scorso si sono salvati all'ultima giornata e quest'anno è la stessa storia). Se dai potere a una squadra che non ti dà certezze, una squadra che perennemente piuttosto di conquistare dei meriti sul campo preferisce sperare che ce ne siano 3 peggiori…

Questo è un dato di fatto, è lo stato delle cose  e i risultati lo dimostrano”.

di Redazione Fox Sports

Share

Commenta

Con il tuo consenso, questo sito internet utilizza cookies di terze parti per migliorare la tua esperienza. Puoi conoscere di più sul nostro utilizzo dei cookies e su come modificare le impostazioni nella nostra Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all'utilizzo dei cookies.