Kroos e Suarez, i due volti di Real Madrid e Barcellona

Stati d'animo e condizioni fisiche opposte, le due facce di Real e Barça a sette giorni dal "Clasico"

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Funziona esattamente come in una catena di montaggio: se manca un requisito, prima o poi la produzione salta. Se fisicamente non sei all’altezza ti manca il ritmo, non segni e i risultati non arrivano. Ridurla, come ha fatto Butragueno dopo la sconfitta al San Mames, alla sola “mancanza di ispirazione” è forse troppo semplice. Per tornare a scrivere calcio, più che le idee al Real Madrid manca l’inchiostro. In campo chi è rimasto a secco è soprattutto Toni Kroos, 107 partite negli ultimi 20 mesi consumano testa e soprattutto gambe. Se poi a fianco Modric ti manca per quattro mesi, puoi calcare quanto vuoi, il disegno..di gioco rimane solo una bozza. Le 5 sconfitte del 2015, in tutto il 2014 sono state solo 3, e i 13 gol segnati nel nuovo anno dalla BBC in campionato, addirittura due in meno del solo Messi, sono le ombre di un disegno che più che "Blanco" ora appare sbiadito.

A 7 giorni dal “Clasico”, nel solo punto di differenza col Barcellona c'è un mondo di diversità. Suarez ad esempio non è più "il nuovo arrivato", ha capito che ci sono gerarchie che non vanno soverchiate, ma piuttosto rispettate. Prima con gli assist, "stretta di mano" necessaria per fare amicizia con Messi e Neymar, poi i gol: 8 nelle ultime 8. La catena invisibile che sembrava frenare Suarez all'inizio si è finalmente rotta, quella di montaggio Blaugrana invece produce che è una meraviglia.

Di Davide Bernardi

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