QPR: i conti migliorano

Il club londinese ha limitato i danni nell'anno fiscale chiuso a maggio 2014, e il futuro ora sembra meno preoccupante

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A lungo, nell’indicare i club di Premier League messisi nei guai da soli per una gestione sconclusionata e incapace, uno degli esempi fatti è stato quello del Queens Park Rangers: due anni fa addirittura divenne un tormentone il fatto che il Borussia Dortmund, campione di Germania 2012 e finalista di Champions League 2013, spendesse meno in stipendi del QPR, retrocesso in quei giorni dalla Premier League in Championship.

Motivo per cui nel 2013-14 i londinesi erano pressoché obbligati a tornare nella massima serie: a prescindere dai cosiddetti pagamenti-paracadute che la Premier League effettua per un limitato periodo di anni alle squadre retrocesse, restare per due stagioni consecutive nella seconda categoria avrebbe potuto comportare gravi danni per il club, per via degli introiti da diritti televisivi inferiori a quelli previsti nel piano di permanenza al massimo livello per molti anni.

Arrivato al QPR nell’agosto del 2011 con una immissione di 50 milioni di sterline, il maggiore azionista, Tony Fernandes, si era sfogato dopo la prima retrocessione, dicendo di essere stato “sfruttato” da agenti e dirigenti di altre squadre quando, nel mercato invernale del gennaio 2013, aveva speso 20 milioni di sterline per un inutile rafforzamento della rosa, con nomi noti ma di scarsa efficacia come Loic Remy e Chris Samba, che sono poi stati ceduti a prezzi interessanti, ma non hanno dato il frutto immediato per cui erano stati presi.

Il bilancio dell’anno fiscale chiuso il 31 maggio 2013 aveva mostrato una perdita di 65 milioni di sterline, causati da 41.4 milioni spesi sul mercato e un monte-stipendi salito a 68 milioni anche a causa delle acquisizioni impanicate di cui sopra, che avevano portato il numero di dipendenti (tra calciatori e staff di tutti i tipi) a… 107. Il debito complessivo era salito da 91.4 a 177.1 milioni, e comprendeva anche prestiti che alcuni degli azionisti avevano praticato al club.

Qui sta la buona notizia del bilancio - fino al 31 maggio 2014 - reso noto oggi: la perdita è scesa a 9.8 milioni di sterline, grazie anche al taglio di 22 milioni in stipendi rispetto all’anno precedente, e sono stati inoltre cancellati 60 milioni che il club doveva agli azionisti, che si sono sostanzialmente sobbarcati l’onere di non rivedere più quei soldi.

Tutto questo indica che il QPR si sta rimettendo in rotta, e che restando in Premier League ed evitando di acquistare giocatori di nome ma a fine carriera potrà sollevarsi ulteriormente dal pericolo di non sopravvivere. Possibile tuttora una multa da parte della Football League per via delle violazioni alle norme del Fair Play finanziario inglese, ma l’entità ora dovrebbe essere molto inferiore a quanto si temeva.

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