Eurolega, il quintetto della 7^ giornata di Top16

Ecco i 5 migliori giocatori della 7^ giornata di Top16

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Darius Adams (Laboral Kutxa), a sorpresa la squadra basca è la quinta forza del gruppo F. La terza vittoria consecutiva in casa, nel derby contro Malaga, porta la firma di questo playmaker di ripiego che sta cercando di far dimenticare a Vitoria un certo Thomas Heurtel. 20 punti e 5 assist per l’ex giocatore di Nancy, arrivato a dicembre per giocarsi la carta dell’Eurolega dopo anni nel sommerso del basket ucraino, tedesco e francese. E se la sta giocando al meglio: l’Efes di Heurtel un occhio alle sue spalle lo deve dare.

Tomas Satoransky (Barcellona), con Navarro e Oleson ai minimi termini dopo il lungo stop tocca ai giovani tenere a galla il balbettante Barcellona di questa Top 16. Contro il Galatasaray ci ha pensato questo ventitreenne di Praga, guardia con l’hobby della schiacciata. 17 punti, alcuni dei quali nei momenti chiave, e 4 assist per tenere a bada Arroyo e compagni. Il Barcellona del futuro sta crescendo, sempre che fra qualche anno il ceco non sia già dall’altra parte dell’oceano.

Jamel McLean (Alba Berlino), dopo aver zittito San Antonio in pre-season con un incredibile tripla allo scadere, ha fatto la stessa cosa a Tel Aviv, non allo scadere ma in tutto il corso della partita. 18 punti, 6 rimbalzi e 6 su 10 dal campo: l’impresa della giornata porta la sua firma, con lui l’Alba ha saputo fermare una macchina, quella del Maccabi, che sembrava inarrestabile.

Yorgos Printezis (Olympiacos), alla fine, come sempre, l’ha vinta Spanoulis però l’Olympiacos, senza di lui, a quel punto non sarebbe neanche arrivato. 20 punti in 22 minuti, 5 rimbalzi, per l’”history man” del Pireo, l’uomo che nel 2012 cambiò la storia dell’Eurolega con il canestro della vittoria in finale sul CSKA. La sua stagione, causa infortunio, è cominciata solo in Top 16: ora, con lui in forma, l’Olympiacos non solo ha chi vince le partite, Spanoulis, ma anche chi costruisce le vittorie.

Demetris Nichols (CSKA Mosca), a volte i canestri non si contano, si pesano. Quando l’EA7 con il suo 13-0 di parziale ha spaventato Teodosic e compagni tornando a -3, è arrivato il suo momento. Buttato in campo, in pochi minuti ha cambiato la partita, segnando 5 punti che hanno dato il via allo strappo definitivo. Poi gli altri hanno fatto la festa all’Olimpia: senza di lui però la festa forse sarebbe finita male.

Di Geri De Rosa

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