Dov'è finito il vero Gignac?

Dopo un inizio fantastico, 10 reti nelle prime 10 partite, il francese ne ha segnate solo 4 nelle successive 15

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Il Marsiglia sembrava una squadra predestinata, lui, Andrè-Pierre Gignac, l'attaccante perfetto per trasformare in gol e punti le idee di calcio di Bielsa. 10 reti nelle prime 10 giornate, 8 vittorie consecutive, e primo posto in classifica.

Quello giocatore ora sembra non esserci più. Nelle successive 15 partite i suoi gol sono stati 4, le sconfitte dell'OM addirittura 5, e soprattutto le sue pause, in campo e nel tabellino dei marcatori sempre più frequenti e preoccupanti. Già due volte 3 partite in fila senza gol; contro il Reims, poi, la migliore fotografia della sua involuzione: ha sbagliato molto, non è stato quasi mai coinvolto nel gioco dei compagni, ha toccato solo 12 palloni nei primi 45', tanti quanti il portiere.

E non è una questione di contratto in scadenza a giugno o di fiducia, perché Bielsa, quando fa la formazione, mette in campo Gignac più altri 10. Anche quando entra  Batshuayi, l'altra prima punta a disposizione, non esce mai, piuttosto va a giocare sulla fascia. Per uno come lui, la cui forma fisica è stata spesso messa sotto accusa, non certo la soluzione più comoda. Ma se fosse un modo per scuoterlo? Bielsa lo sa, la differenza tra i tanti pareggi dell'Om dell'ultimo periodo e le vittorie di inizio stagione ha un nome e un cognome: Andrè-Pierre Gignac.

di Edoardo Testoni

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