Ibrahimovic, leggi boss, ma scrivi leader

Si è detto il boss del Psg, è molto di più: Zlatan Ibrahimovic si prepara per affrontare il Lione

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• Zlatan Ibrahimovic ha segnato 9 gol in questo campionato

• Per un problema al tallone a inizio stagione è rimasto fuori per due mesi

Lione-Psg domenica ore 21.00 Fox Sports 2/Plus

In settimana Zlatan Ibrahimovic ha fatto discutere per un video in cui “invita” i compagni a non parlare con i giornalisti. Perché?  "Perchè io sono il boss".

Ecco, adesso guardate qua - a voler essere pignoli, Ibra sbaglia. più che il boss, lui è il leader di questa squadra, colui che lotta e suda in mezzo ai compagni, colui che prende la testa del gruppo e non la molla, colui che non si tira indietro nonostante un tallone “biricchino” che continua a tormentarlo da mesi.

Ibra è fatto così. Si mette in testa al gruppo nel momento più complicato e difficile della storia, sua e del Psg qatariota. Perché lo Zlatan di quest'anno è molto lontano da quello che la scorsa stagione aveva segnato 41 gol in tutte le competizioni. Il migliore di sempre. E perché questo Psg, quello che prende 4 gol a bastia, è il peggiore da quando Al Khelaifi ne ha preso il comando. Eppure Ibra é lì. Davanti a tutti e non importa se in campo il rendimento è ben al di sotto degli standard a cui ci ha abituato. Perché la sua presenza sposta. Sempre e comunque. E ciò che differenzia un leader da un giocatore normale è anche questo: il carattere e il carisma, doti che a Ibra di certo non mancano, lo sanno tutti. Però, guardate qui. contro il Rennes la partita era bloccata e la squadra di Blanc faceva fatica a produrre gioco. Lui l'ha presa per mano, ha indicato ai compagni la via da seguire e l'ha portata al gol.

Insomma, Ibra è il leader del Psg che sta tornando grande. Nelle difficoltà e non,  in campo e fuori. Una personalità forte che rischia di trasformarsi in delirio di onnipotenza. Lui può decidere se fare la prima o la seconda punta. Lui può decidere se parlare o meno con la stampa; lui si sta caricando i compagni sulle spalle per riportarli in vetta. E forse è proprio quello che serviva in questo momento a questa squadra, in lento miglioramento dopo un periodo scaccia-certezze, e che domenica ha la possibilità di tornare prima. 267 giorni dopo l'ultima volta. con il leader - e non il boss - al comando.

Di Riccardo Mancini

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