Da Amsterdam a Londra, Eriksen come Bergkamp, ma dall'altra parte del quartiere

Insieme ad Harry Kane, Christian Eriksen è il nuovo idolo dei tifosi di White Hart Lane. Nel derby con l'Arsenal sarà lui l'uomo decisivo?

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• Christian Eriksen è passato dall'Ajax al Tottenham nella scorsa stagione per 13 milioni di euro

• il danese è il centrocampista che ha segnato di più in questa Premier (9)

Tottenham-Arsenal sabato ore 13.40 Fox Sports

Nel giugno 2008 Christian Eriksen deve decidere del suo futuro, ha solo 16 anni. Lo vogliono tutti, si allena con Chelsea, Milan e Barcellona. Alla fine lui sceglie l’Ajax: bivio che fa da segnalibro nella storia della sua vita, decisione motivata da centrocampista che vede in anticipo lo sviluppo del gioco: “Per arrivare fino in cima non può bastare un passo solo, bisogna arrivarci crescendo”

Ad Amsterdam si allena memorizzando un dogma: “In campo l’importante è quel che tu puoi dare al sistema, non il contrario”. Quel sistema è il 4-3-3, Eriksen impara a fare la mezzala. Intelligenza e predisposizione tattica unite al talento: 1+1 fa un trequartista che imposta l’azione e si inserisce.

Non basta: batte le punizioni, come pochi, segna da fuori e regala assist, più che un elenco è un curriculum. Il danese in campo sa fare tutto: se cresci all’Ajax è inevitabile.

Il passaggio al Tottenham poi vuol dire un capitolo nuovo, "essere decisivo" ne è il titolo ideale. Dopo i 7 della scorsa stagione, i gol in questo campionato sono già 9, di cui 4 arrivati non prima dell’88'. In Premier è il centrocampista che quest'anno ha segnato di più, il giocatore che ha portato più punti alla propria squadra: 15 dei 40 degli Spurs li ha autografati lui.

Per sua stessa ammissione, Eriksen è diventato il calciatore che è adesso grazie a Dennis Bergkamp, all’Ajax due volte a settimana si allenava da solo con lui. L’ex Gunner consigliò proprio all’Arsenal di prenderlo subito. Uno strano scherzo del destino l'ha fatto invece diventare la sua nemesi: idolo ed icona nella parte sbagliata dello stesso quartiere.

 

Di Davide Bernardi 

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