Fabregas: "Mourinho e Guardiola si somigliano"

In un'intervista al Pais, il centrocampista del Chelsea racconta se stesso, il suo passato e anche il suo futuro oltre il calcio

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• Cesc Fabregas è passato al Chelsea dal Barcellona per 33 mln di euro

• Fabregas è il primo giocatore a fornire almeno 15 assist in due stagioni di Premier

• Fabregas ha esordito a 16 anni con la maglia dell'Arsenal


Cesc Fabregas si racconta al Pais. In un’intervista al quotidiano spagnolo, il centrocampista del Chelsea spiega il suo ritorno a Londra, le differenze tra Guardiola e Mourinho e parla anche della sua vita oltre il calcio.

“Sono tornato a Londra perché mi piace stare dove sono ben voluto e dove mi sento felice. In termini sportivi, il passaggio dall’Arsenal al Chelsea non è stato sconvolgente, questo Chelsea è diverso da quello di tre anni fa, giochiamo palla a terra, dominiamo la partita”.

Sul suo ex manager Arsene Wenger, il numero 4 del Chelsea ha dichiarato: “Per un giovane è il miglior allenatore al mondo. Sbagli e ti da fiducia, sbagli di nuovo e ti da fiducia, ti fischiano e lui comunque crede in te. A 17 anni con me ha fatto lo stesso, nonostante sono sicuro che nello spogliatoio ci fosse gente che pensava “Questo ragazzino dove vuole andare?!”.

Sulle tre stagioni al Barcellona invece Fabregas ha detto: “Al Barcellona non è andata esattamente come speravo, però sono contento di quel che ho fatto. In Inghilterra mi sento rispettato e legittimato, molto più che in Spagna. 

Al Chelsea sto benissimo, sono rinato. Sicuramente la posizione in campo aiuta, qui gioco più indietro e sono sempre dentro la partita, al Barcellona non era così.
Sono stato allenato dai migliori e questo è una grande fortuna. Credo che un giorno farò l’allenatore Non so quel che succederà ma non riesco a immaginarmi fuori dal mondo del calcio”.


Alla domanda sulle differenze tra Pep Guardiola e Mourinho, Fabregas ha dichiarato: “Non credo che siano molto diversi, hanno una cosa in comune molto importante: sono dei vincenti e odiano perdere. Sono molto più simili di quanto la gente possa credere, anche se lavorano in maniera differente”.

L’intervista si chiude con un commento dello spagnolo sul futuro di Leo Messi:  “Le voci che lo vogliono lontano da Barcellona sono solo sciocchezze, io non sono nessuno per convincerlo a venire al Chelsea. Sul fenomeno argentino poi ha aggiunto: Messi al Barcellona non comanda, si tratta solo dell’importanza che ha assunto per quel che ha fatto in campo per il club. Senza di lui quel Barça sarebbe stata una grande squadra, non una delle più forti nella storia del calcio”. 


di Redazione Fox Sports

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