Cantona, quel calcio volante al tifoso compie vent'anni

Era il 25 gennaio 1995, Erik Cantona diede un calcio volante a un tifoso. Venne squalificato per 9 mesi

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“E’ il ricordo più bello della mia carriera”. Una frase-specchio del giocatore Erik Cantona, paradigma completo della persona che è stato in campo, quando “genio e sregolatezza” più che un’etichetta, sono un vestito che calza benissimo.

Era il 25 gennaio 1995. Crystal Palace-Manchester United. Su un rinvio di Peter Schmeichel, Cantona scalcia un difensore avversario, l’arbitro vede tutto: è rosso diretto. Uscendo dal campo il francese passa vicino ai tifosi del Palace. Uno di loro, Matthew Simmons, gli rivolge qualche insulto di troppo, il numero 7 del Manchester perde la testa e si scaglia contro lui: un calcio volante e poi un pugno. Rischia due settimane di carcere, alla fine starà lontano dai campi 9 mesi.

Dopo qualche giorno di silenzio stampa, in una conferenza stampa convocata per commentare l’accaduto, Cantona pronuncia la frase diventata poi celebre e rimasta misteriosa: “Quando i gabbiani seguono il peschereccio,  è perché pensano che verranno gettate in mare delle sardine”.

Oggi quel gesto compie vent’anni e al di là dei gol, delle prodezze e delle vittorie, quel calcio volante, rimane la miglior fotografia di un giocatore che ha sempre giocato col fuorigioco dell’eccesso, in campo e fuori. Comunque sia rimane il ricordo più bello della sua carriera.


di Davide Bernardi

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