Ecco perché il Lione è in testa alla Ligue1

Uno dei settori giovanili migliori d'Europa, un allenatore che vuole divertire e Alexandre Lacazette. Il Lione è la sorpresa di questa Ligue1

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La Ligue 1 ha un nuovo padrone. Il Lione, ottenendo la quinta vittoria consecutiva in campionato, la nona di fila in casa, supera il Marsiglia in vetta alla classifica e torna a sognare il titolo sette anni dopo l’ultimo. Una stagione che a gennaio 2008 vedeva l’OL primo con 42 punti (gli stessi di oggi) e vittorioso alla prima del nuovo anno – guarda un po’ il destino – proprio contro il Tolosa in casa, ma per 3-2.

Il successo di ieri è stato ben più rotondo e ha messo in mostra tutte le qualità di una squadra che sta divertendo in modo clamoroso. Una squadra formata, per la maggior parte, da ragazzi provenienti dal settore giovanile, uno dei migliori nel panorama europeo: anche ieri, infatti, 8/11 della formazione schierata dal primo minuto da Fournier erano ragazzi “creati in casa” e quasi tutti con meno di 24 anni. A partire dal portiere, Anthony Lopes (classe ’90), guardiano della seconda difesa meno battuta della Ligue 1: 17 reti subite fino ad ora, tante quanto quelle della difesa da 120 milioni di euro (David Luiz-Thiago Silva). Che non può contare più su Jallet e Bisevac, scartati in epoche diverse dal PSG, ma che adesso sembrano vivere una seconda giovinezza nel guidare il “piccolo” Samuel Umtiti (compagno di Pogba e Kondogbia nel Mondiale Under 20 vinto dalla Francia nel 2013). 

A centrocampo la guida si chiama Maxime Gonalons, ex obiettivo del Napoli di Rafa Benitez, che ha rifiutato le lusinghe dello spagnolo per sposare un progetto ricco di talento e gioventù. Di cui fanno parte gli altri due interpreti del centrocampo a 3 di Fournier: Jordan Ferri (classe ’92) e Corentin Tolisso (classe ’94), “scugnizzi” rapidi e tecnici, che sanno interpretare le due fasi in modo perfetto. E pensare che se i titolari dello scorso anno con Remi GardeFofana e Grenier – non fossero stati infortunati (lo sono ormai da quasi un anno), probabilmente, questi due ragazzini non avrebbero trovato spazio e chance per dimostrare il loro effettivo valore.

Valore e contributo che Alexandre Lacazette sta incrementando partita dopo partita. Basterebbero i numeri stagionali per spiegare questo giocatore: primo posto nella classifica dei marcatori con 19 gol in 20 partite di campionato, quattro doppiette consecutive e una crescita esponenziale e spaventosa negli ultimi anni. Due stagioni fa, giocando da esterno d’attacco, segnava appena tre gol; la scorsa – trasformato in centravanti – ha quintuplicato il suo bottino e in quella attuale ha già un vantaggio di 11 reti sul capocannoniere degli ultimi due campionati, Zlatan Ibrahimovic. Il Manchester City, nonostante il rinnovo fino al 2018, gli fa la corte, ma il presidente Aulas ha negato una sua imminente partenza. Vicino a Lacazette, nell’attacco del Lione, c’è un altro ragazzino luccicante e promettente, Nabil Fekir, franco-algerino di 21 anni, 8 gol alla prima stagione in Ligue 1 e numeri da giocoliere che fanno stropicciare gli occhi. 

Così come questo Lione, che, grazie al suo allenatore, Hubert Fournier, cultore del gioco offensivo, scende in campo con la mentalità da grande, diverte e soprattutto mette in fila, dietro di sé, le big di Francia.

 

Di Riccardo Mancini

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