Road to Super Bowl: 13 punti per capire il football americano

Una piccola guida per non perdersi nulla della sfida tra New England Patriots e Philadelphia Eagles

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Le regole del football americano non sono difficili, e se si ha la pazienza di seguire la prima volta una partita con attenzione, vi si aprirà un mondo affascinante una volta varcata la soglia della conoscenza.

Non è poi così difficile. Anzi. 

13 regole del football americano

  1. Si gioca in 11 contro 11, l’attacco di una squadra contro la difesa dell’altra, che sono dunque due reparti completamente differenti negli uomini, a cui si aggiunge un terzo reparto, quello dei cosiddetti special team. 
  2. La partita si apre proprio con gli special team: ogni gara inizia infatti con un calcio (kickoff) con il quale una squadra calcia la palla a quella avversaria, che ha il compito e la possibilità di catturare al volo il pallone e cercare subito di avanzare il più possibile (“ritorno di kickoff”). L’attacco vero e proprio entrerà in campo e darà il via alle azioni “normali” dal punto in cui sarà stato fermato il ritornatore del kickoff. 
  3. L’obiettivo di una squadra di football è… vincere, e per vincere bisogna segnare punti. I punti nel football si segnano così: 6 (+1 di trasformazione su calcio piazzato) per ogni touchdown, 3 per i field goal ovvero calci da tre punti (ovvio) e 2 per il safety.
  4. Il touchdown si segna quando si ha il possesso della palla nella cosiddetta end zone (l’area di meta, per chi fosse abituato a termini italiani) avversaria: questo può accadere portandola con una corsa o ricevendola su lancio; può anche capitare di avere il possesso, e dunque segnare, recuperando dentro la end zone una palla sfuggita agli avversari. Come è ovvio, è più facile in genere segnare quando si è vicini alla end zone avversaria: e per farlo bisogna avanzare rispetto al punto di inizio dell’azione. 
  5. Ogni squadra ha 4 tentativi (azioni di gioco) per conquistare almeno 10 yard, e la conquista avviene con lo stesso criterio del touchdown: ovvero si considera il possesso di palla nel punto più avanzato in cui un giocatore l’ha portata correndo, o ricevuta dal lancio. Gli arbitri determinano il punto esatto in cui l’azione è terminata e fanno ripartire da lì quella successiva. Se si conquistano almeno 10 yard si ha diritto ad altri 4 tentativi (azioni) per avanzare almeno di altre 10 e dunque avvicinarsi alla end zone. 
  6. Se al 4° tentativo non riesce la cosiddetta chiusura del down, ovvero la conquista di altri 4 tentativi, la palla passa agli avversari nel punto in cui è terminata l’azione infruttuosa dell’attacco. Ed è per questo che nella stragrande maggioranza dei casi l’attacco stesso, di fronte al 4° tentativo e magari troppe yard da conquistare, preferisce effettuare il cosiddetto punt, un calcio che spedisce la palla lontana costringendo così l’attacco avversario a ripartire da posizione più sfavorevole, e con le modalità già dette, ovvero i 4 tentativi per avanzare di almeno 10 yard.
  7. Se si è a distanza abbordabile, il punt viene sostituito dal field goal, il calcio da 3 punti: si effettua con palla tenuta ferma da un giocatore (holder) e calciata dal kicker, mentre nel punt vi è un solo giocatore ad effettuare il calcio. Se il field goal non va a segno, se cioè il pallone non passa attraverso i pali, la squadra avversaria avrà il possesso di palla nel punto dal quale il calcio è stato fallito. Nulla impedisce a una squadra di effettuare un calcio anche al 1°, 2° o 3° tentativo, naturalmente, se il tempo stringe, o di scegliere di “giocare” il 4° tentativo, per guadagnarne altri 4. Si tratta di scelte tattiche dettate dall’andamento della partita, dal tempo rimanente e dalle caratteristiche dei giocatori. Questi però sono risvolti secondari per una prima comprensione del gioco.
  8. Il campo, lungo 100 yard più 10 per ognuna end zone, è suddiviso in linee orizzontali complete ogni 10 yard, e linee brevi (hashmark) che indicano ciascuna yard, in modo che l’arbitro possa posizionare il pallone nel punto giusto ad ogni azione. Dal punto di vista degli uomini, l’attacco deve avere sempre 7 giocatori sulla cosiddetta linea di scrimmage, ovvero la linea che passando idealmente attraverso il pallone va da una linea laterale all’altra: se ne ha di meno scatta una penalità che arretra l’attacco stesso di 5 yard, ovvero l’azione viene effettuata ma spostando il punto di partenza 5 yard più indietro, il che vuol dire naturalmente che l’attacco dovrà conquistare quelle 5 yard aggiuntive e avrà un compito più difficile. Lungo la linea, l’attacco deve avere, di quei 7 giocatori obbligatori, almeno cinque con numeri dal 50 al 79. Sono i cosiddetti uomini di linea, che proteggono il quarterback quando deve lanciare formando attorno a lui una sorta di muro o aprono la strada ai running back (portatori di palla). In teoria, può ricevere un lancio solo chi non è lungo la linea di scrimmage o chi è alle sue estremità, ed è per questo che il termine di base per i giocatori di questo tipo è “end”, che indica proprio una estremità. 
  9. Il giocatore teoricamente al centro della linea di attacco è appunto detto “centro”: è lui che passandosi la palla tra le gambe, all’indietro, per darla al quarterback, dà inizio ad ogni azione o tentativo. 
  10. Il quarterback, ricevuta la palla, può lanciarla o consegnarla “alla mano” a un running back: lo schema viene determinato generalmente dall’offensive coordinator, ovvero l’allenatore dell’attacco, che la comunica al quarterback tramite auricolare che quest’ultimo ha nel casco. Sarà poi il quarterback, scrutando la difesa e cercando di capirne le intenzioni, a decidere se far svolgere l’azione chiamata, o modificarla, usando termini in codice, spesso molto complessi, e comprensibili ovviamente solo ai suoi compagni di squadra.
  11. La difesa non ha obblighi particolari riguardo allo schieramento, che è libero: naturalmente, conviene che la linea di difesa, composta dai giocatori nei pressi della linea di scrimmage, siano fisicamente in grado di fare muro se l’attacco cerca di correre con la palla, e di arrivare a placcare il quarterback prima che questi riesca a lanciare. Ma le difese più efficaci sono quelle che alternano i compiti e le cosiddette coperture (ovvero le marcature, che possono essere a uomo e a zona), proponendo all’attacco qualcosa che l’attacco non si aspetta. In genere si parla di difese 4-3 se sulla linea di scrimmage giocano, appoggiando una mano a terra, 4 uomini di linea, mentre la 3-4 è quando sono 3. Nel caso della 4-3 poi i “3” sono  i linebacker, che giocano immediatamente a ridosso, mentre gli altri 4 giocatori non vengono indicati nel nome della difesa ma sono i defensive back, incaricati come compito primario di marcare i ricevitori sui lanci medi e lunghi. 
  12. È importante sapere che in generale viene regolamentato l’uso delle mani: nessun giocatore in campo può trattenerne un altro (per la maglia, ad esempio, ma anche abbracciandolo o tenendolo per un braccio) a meno che questi non abbia la palla. Se ciò avviene e viene colto dagli arbitri la penalità è quella di holding, con relativa addizione o sottrazione di yard a seconda che a commettere l’infrazione sia stato un attaccante o un difensore. Importante anche sottolineare come sui ricevitori, ovvero i giocatori che percorrono una traiettoria (“traccia”) per andare in un punto prestabilito e ricevere il lancio, un difensore possa effettuare una manovra di disturbo (mai però trattenendoli, come si è appena detto) solo nel raggio di 5 yard dalla linea di scrimmage: passate quelle 5 yard in teoria il ricevitore deve essere lasciato libero di correre senza contatto fisico rilevante, e solo dopo che avrà ricevuto il pallone potrà essere, ovviamente, placcato.
  13. La difesa può segnare recuperando il pallone dentro la end zone avversaria (6+1 punti), catturando un lancio e portando la palla in touchdown (6+1 punti) o placcando un avversario con la palla dentro la sua end zone (2 punti, safety, segnatura che si determina anche quando l’attacco fa uscire inavvertitamente la palla fuori dal campo entro la propria end zone. 

Queste sono le regole del football americano. Complesse da scrivere, ma molto meno complesse se viste in TV. Provate, perseverate e, a cose fatte, sarà valsa la pena di fare questo sforzo!

Super Bowl LII in TV su Fox Sports

L'appuntamento con il LII Super Bowl e la sfida tra New England Patriots e Philadelphia Eagles è per la notte tra sabato 3 e domenica 4 febbraio alle 00.30 su Fox Sports!

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