La statale del talento

Due talenti danesi sorprendono in Francia e Olanda. Solo 13km separano i loro due paesi

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Danimarca, terra dei vichinghi per chi ama i luoghi comuni. Ma questa è una  storia di luoghi non così comuni. Luoghi che si chiamano Gladsaxe e Golstrup.

Sembrano due aziende e forse lo sono, ma del talento. Siamo nella larga  periferia di Copenaghen e questi, dai nomi così poco musicali, sono due paesi divisi da appena 13 km che insieme sommano 80.000 abitanti. Nel primo è nato Daniel Wass, classe ’89 dell’Evian; “classe”, più che la carta d’identità, rappresenta una dote innata. Perché Wass non è uno qualsiasi. Basta un episodio  per raccontarlo: ultima giornata della scorsa Ligue 1, l’Evian gioca a Sochaux, in uno stadio che è una bolgia, lo scontro diretto per la salvezza. Partita bloccata, poi arriva lui e la sblocca, in semi-rovesciata, come a chiarire che prendersi le responsabilità non è un problema.  Ne segnerà un altro, ma sarà solo un’aggiunta a una straordinaria stagione.

Pascal Dupraz, allenatore dell’ Evian, ha avuto l’intelligenza di capire che uno così talentuoso non poteva  fare il terzino destro. Lo ha trasformato in ala e il danese ha risposto con 9 gol l’anno scorso e già due quest’anno, quasi sempre belli. Sorride spesso, è un idolo dello spogliatoio e calcia benissimo le punizioni. Proprio come Lasse Schone, e qui siamo alla seconda parte della storia. Di preciso siamo a Golstrup, 13 km più in là, dove è nato il faro del centrocampo dell’Ajax

Schone è un giocatore facile da raccontare, è semplicemente la versione Coldplay del calcio. Come loro non sbagliano una canzone, lui non sbaglia un passaggio. Per De Boer è tutto, lo usa in qualsiasi ruolo: interno destro di centrocampo, interno sinistro, ala destra e quando serve addirittura terzino destro. È danese come Wass, tira bene le punizioni come Wass, rende al meglio da ala destra come Wass e l’anno scorso ha segnato 9 gol… proprio come Wass. 

Entrambi hanno fatto doppietta nell’ultima partita. Non può essere un caso. Ci deve essere un legame tra questi due giocatori che va oltre la nazionalità. Un filo sottile e lungo 13 km. Quello che va da Gladsaxe a Golstrup. La statale del talento che fa viaggiare Schone e Wass senza limiti di velocità.

 

Di Gianluigi Bagnulo

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