Final4, Maccabi e Real Madrid in finale

Cska Mosca-Maccabi Tel Aviv 67-68, Real Madrid-Barcellona 100-62

Getty Images

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La folle e meravigliosa magia del basket. Il Maccabi sovverte il pronostico col Cska, compie una delle rimonte più incredibili della sua storia considerando la posta in gioco e può tornare a giocarsi il titolo europeo. Da -15, e quindi dall'inferno, al successo all'ultimo secondo firmato dalla giocata di Tyrese Rice. Che non significa paradiso immediato, ma almeno potersi presentare davanti alla porta custodita da San Pietro.

Il popolo del Maccabi, meravigliosamente elettrizzante nei suoi colori e suoni, ha dipinto le tribune del Forum con la sua solita macchia gialla, con annessa invasione di campo finale come se la squadra di Blatt questa Eurolega l'avesse già vinta. E, forse, è proprio così. Perché in pochi avrebbero puntato due euro sugli israeliani, soprattutto dopo tre quarti di gara controllati piuttosto agevolmente dal Cska. Ma, evidentemente, il Forum quest'anno porta bene alla banda di Tel Aviv. Stesso pazzesco ultimo quarto come in gara-1 con Milano, stesso canestro per guadagnarsi la finale. Lo spirito del Maccabi è qualcosa difficilmente spiegabile a parole. E' parte del dna atavico di questo club. Capace di mischiare coraggio, orgoglio, cuore, sacrificio, energia, tradizione e amore.

David Blatt ha compiuto un altro capolavoro, vincendo per la prima volta, dopo 8 sconfitte, contro Ettore Messina. Che lascerà Mosca dopo tre Final Four consecutive, ma deludenti. La sua squadra si è sempre sgretolata nei momenti-chiave di queste ultime tre edizioni, confermando di non avere né gli attributi né la durezza mentale del gruppo che vinse, proprio contro il Maccabi, sia nel 2006 che nel 2008. "Abbiamo le palle lesse" ci aveva detto Messina prima della semifinale. Purtroppo per lui, il dato è stato confermato.

Ora, per il Maccabi, i casi sono due: da un lato c'è il rischio di arrivare scarichi alla finalissima dopo aver consumato una miriade di energie fisiche e mentali; dall'altro il successo epocale contro i russi potrebbe moltiplicare invece queste energie e rendere la vita complicata al super Real Madrid visto nell'altra semifinale contro il Barcellona. Un clasico che, onestamente, è apparso sbilanciato sin dal secondo quarto. +8 all'intervallo per i blancos, +38 alla sirena finale. Mostruosi. I ragazzi di Laso hanno controllato la partita come ritmo, come qualità di gioco e come atteggiamento, decisamente più famelico di un Barca che ieri è sembrata una squadra molle e lontanissima parente di quella che aveva dominato le top 16. Anche se, forse, qualche segnale di scricchiolio si era avvertito dopo le batoste con Milano e Vitoria e quel 3-0 contro il Galatasaray troppo agevole rispetto alle battaglie disputate dal Real nelle cinque gare con l'Olympiacos.

Guardando al gioco, alla qualità, al roster e alla concentrazione avuta dal Real nel derby la logica impone che solo gli spagnoli, ora, possano perdere la finale. Il titolo manca dal 1995 al Real, dal 2005 al Maccabi. Il bello del basket, però, è proprio questo. In quei 40 minuti può accadere davvero di tutto...

Luca Gregorio

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