Mourinho, il secondo anno è quello buono

Per la prima volta in carriera lo Special One ha chiuso un’annata senza neanche un titolo, ma José dà il meglio di sé nelle sue seconde stagioni

Getty Images

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Diversi capelli bianchi fa, doveva dimostrare tutto subito. Scelse un posto dove poter dimostrare tutto subito. Quel Chelsea - Robben Drogba Duff con Lampard che si buttava dentro - vinse subito, giocando pure bene a tratti.

Questa versione dell'esploratore portoghese, altro CV, meno irrequieto ma sempre affamato, può permettersi di navigare nel mare che conosce. Ha scelto un porto dove gli concedono tempo di navigazione. Ma alla storia del tappo sulla pentola a pressione non crede nessuno. Consapevole dei limiti della sua squadra diceva a noi di non poter vincere. Ma a loro, tutto il contrario.

È stato il solito manager al limite del concetto di player-manager. Nel senso che le gioca le partite, lo capisci quando sceglie la tuta. José ritrova e configura se stesso negli estremi. Ha corso come nessuno, ha urlato come nessuno, ha motivato come nessuno, ha punto come nessuno.

Fosse una figura geometrica, sarebbe un prisma. Attraverso di lui trovano luce i giocatori, i media, i tifosi. Diversi capelli bianchi dopo, è sempre quello che sa scegliere. Quello che sa quanto sia importante il secondo anno in una squadra.

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