Dentro gli occhi di Steven Gerrard

Dallo sguardo del capitano del Liverpool si legge il cambiamento di una squadra: da quella degli ultimi anni, coraggiosa ma mai vincente, a quella di adesso, la più bella d'Europa e ad un passo dal titolo

Getty Images

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Solo due anni fa Steven George Gerrard scriveva nel suo libro 'My Liverpool Story': "sarebbe un miracolo se dovessi riuscire a vincere un titolo con il Liverpool, ma continuerò a battermi". Chiaro: quegli occhi hanno visto tutto. Hanno visto una squadra che nelle ultime cinque stagioni chiudeva ad una media di 28 punti di distanza dalla squadra campione d'Inghilterra.

Nonostante suo zio l'avesse fotografato con trofei e maglia dell'Everton, lui, uomo del Merseyside, gioca nel Liverpool da quando ha nove anni e i suoi occhi sono come le linee della corteccia di un albero, 666 presenze dopo, hanno il contorno pesante di chi, in casa, ha sempre visto vincere gli altri.

Ecco perché sono i più affascinanti attraverso i quali rivivere questa stagione. Spiritati, nel giorno della vittoria contro l'Everton, in una delle tante partenze di fuoco del Liverpool in stagione. Innamorati, della propria passione rossa, nel giorno del bacio alla telecamera dopo il gol ai rivali dello United. Concentrati, ogni volta in cui gli arriva il pallone in questo nuovo ruolo assegnatogli da Rodgers, playmaker ancora più basso dei due centrali quando c'è da avviare l'azione, un po' come fa quel signore che dice: "Da quando avevo 10 anni Gerrard è il mio idolo". Rilassati, grazie al lavoro di Steve Peters, lo psicologo che ha scelto prima lui, poi il Liverpool, poi persino la Nazionale inglese.

“Negli ultimi mesi - racconta Steven George Gerrad - non leggo più i giornali”. Ogni risorsa la mette sul campo, poi stacca, nella sua casa periferica di Formby. A 33 anni sente l'aderenza con il momento più importante della sua vita. Centellina ogni energia, cura ogni dettaglio mentale. Per i suoi compagni, basta guardarlo negli occhi per capire come comportarsi. Per Zidane merita un titolo per tutto quello che ha dato al calcio. Quello che due anni fa sembrava un miracolo, in un anno da favola, sta per compiersi. Gli occhi di Steven George Gerrard sono a un passo da conoscere l'immortalità.

Emanuele Corazzi

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