Il realismo magico del Liverpool

Prendendo spunto da Gabriel Garcia Marquez, una chiave di lettura della fantastica stagione dei reds di Brendan Rodgers, da un punto di vista differente

Getty Images

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Gabriel Garcia Marquez ci ha lasciato uno stile: il realismo magico. Ovvero: accostare ad una precisa conoscenza della realtà un'immagine fantasiosa, per quanto quasi assurda e imprevedibile, per rendere normali cose che sembravano impossibili. Realismo magico, non è l'ossimoro perfetto per descrivere la stagione da romanzo del Liverpool?

Quinta favorita per vincere il titolo, per tutti, non per lui, Brendan Rodgers: gli davano del folle quando a Dicembre diceva di voler e soprattutto poter competere per la vittoria finale. ll realismo sta nel comprendere che non avrà mai tutto il talento del Chelsea, del City o dell'Arsenal, ma quello che ha lo deve mettere in campo tutto. Con Sturridge, con Coutinho, con Suarez, con Sterling. Gerrard prima della partita ha raccontato al Telegraph: "Rodgers è un fenomeno, non ho mai visto uno in grado come lui di migliorare ogni singolo giocatore". La fotografia è nell’abbraccio di Sterling al suo allenatore. Classe ‘94, appena segna il gol che manda via la paura va a ringraziare il suo allenatore. Lui che nel 2010 fu portato ad Anfield da Rafa Benitez, che lo pagò 5 milioni anche se appena quindicenne.

Il realismo magico del Liverpool è quello di una squadra che pratica l'evoluzione del tiki-taka, gioco veloce ma verticale, lasciando il joy-pad in mano a lui, controllore delle azioni partendo sempre più basso di tutti. Il realismo magico è quello di una squadra che ha in panchina Iago Aspas e Luis Alberto, mica Schurrle e Torres, ma entra in campo con più fame di Obelix, 24 gol segnati nei primi 20'.

We go again. L’urlo di Gerrard hai suoi compagni dopo la vittoria con il Manchester City. Lo stamperanno su tutte le magliette a Liverpool. Mancano tre passi per entrare nella storia. In un modo unico, da romanzo. Stile Atletico Madrid. Prendiamo in prestito Marquez: è realismo magico, questo.

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