Mourinho, il "culo" non c’entra

Quando si ha a che fare con il tecnico portoghese, sembra che nulla avvenga in modo casuale, ogni dettaglio è curato nei minimi dettagli

Getty Images

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Seppur lui stesso abbia definito “culo” la precisa coincidenza tra i goal di Shürrle e Demba Ba e i loro ingressi in campo dalla panchina, con José Mourinho sembra che il calcolo vada ben oltre l’umana immaginazione. Lo dimostrano le dichiarazioni mai banali, a volte eccessive, sui propri attaccanti. Le critiche “rubate” da un tifoso sull’età di Eto’o, la mortificazione in più di una conferenza stampa dell’intero pacchetto offensivo, i riferimenti al mercato non possono essere che parte di una strategia di comunicazione e di motivazione dei propri giocatori.

Ba - Non a caso il goal più importante è arrivato proprio dall’ultima ruota del carro tra gli attaccanti: Demba Ba. L’attaccante dell’85 non è certo uno di quei killer che piacciono a Mou, eppure nella serata più complessa, nel momento più delicato, è stato il suo centro a regalare a pochi minuti dallo scadere la semifinale al Chelsea. Probabilmente il goal più significativo di una carriera discreta, ma certo non entusiasmante.

La corsa – La lucidità celebrata a reti unificate è tutta racchiusa in quei quaranta metri in 12 secondi, con un margine di errore minimo che spero ci tolleriate. Un po’ di spettacolo per le tv, questo è certo, ma anche quello rappresenta un tassello cruciale nella costruzione del successo. Magari nessuno dei suoi giocatori ha capito realmente le indicazioni. Magari erano persino indicazioni farlocche. A dimostrarlo è quel gesto di Eto’o, che tira Mourinho quasi a dire “Hey, e a me non consigli nulla?”. Detto fatto, un consiglio anche ad Eto’o. E poi Schürrle, Torres e gli altri. Un modo per dare l’impressione di essere un maniaco dei dettagli. Un modo per sembrare speciale agli occhi degli avversari.

Dichiarazioni – E poi la lucidità diventa scienza, quando ci si mette davanti alle telecamere. Ogni parola ha un peso specifico che non lascia spazio all’interpretazione. Cambi e goal? “Culo”. Una parola che sminuisce un’impresa colossale: ribaltare il 3-1 contro una signora squadra come il PSG. Sminuirsi per essere sottovalutati. Essere sottovalutati per vincere. E poi, ancora, la critica velata all’avversario diretto. “Il PSG era stanco. Cavani distrutto”.

Mourinho, il culo è un’altra cosa… Questa è perfezione!

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