Juve-Real, parlano i numeri

La gara in programma domani sera allo Juventus Stadium promette spettacolo e non solo perché si affrontano due dei club blasonati a livello mondiale. Secondo le statistiche non mancheranno i goal

0 condivisioni 0 commenti

Share

Cerchiamo di analizzare il big match del primo turno di ritorno del gruppo B di Champions League con qualche numero. Il match non potrà che essere spettacolare: storia, statistiche e motivazioni lo confermano.

All’attacco – Il Real Madrid ha il miglior attacco della Champions League: 12 reti in tre gare, “solo” quattro goal a partita, stessa media del PSG. Cristiano Ronaldo, in barba alle dichiarazioni di chi non lo ammira, è in cima alla classifica dei marcatori con sette reti, una vera e propria macchina da goal. La Juve, invece, ha una media più umana in fase realizzativa: appena quattro reti in tre partite che, considerando il valore degli altri avversari e il bottino di punti ottenuto (solo due), ridimensiona ancor di più la statistica.

Là dietro – In Europa va molto meglio che in Liga la difesa dei Blancos, che ha incassato solo due reti (di cui una proprio dalla Juve nel match di andata). Il campionato spagnolo, però, ha imparato che gli uomini di Ancelotti nella propria metà campo sono tutt’altro che infallibili. Testimone diretto è proprio il Rayo Vallecano, capace di sfiorare la clamorosa remuntada nell’ultimo turno di Liga. La difesa della Juve, in Champions come in campionato, subisce un po’ troppo. Punto di forza assoluto della squadra di Conte negli ultimi anni, blocco infallibile riproposto da Prandelli in nazionale, la difesa bianconera ha perso totalmente lucidità negli ultimi mesi. Complice un momento di innegabile flessione del capitano Buffon, autore di diverse indecisioni, le reti subite in Champions sono ben cinque in tre gare. In campionato Buffon ha raccolto la palla in fondo al sacco ben dieci volte in undici partite. Sono numeri che hanno sollevato più di qualche perplessità e che di fronte ad un Real così prolifico, spaventano.

Fattore stadio – Al Bernabeu, però, la Juve nonostante i numeri a sfavore ha perso con dignità. Il 2-1 esterno lascia ben sperare per la gara dello Juventus Stadium, dove i bianconeri hanno un rendimento a dir poco straordinario. In 52 gare ufficiali disputate tra le mura amiche, la Juve ha incassato solo tre sconfitte, di cui solo una in Champions League la scorsa stagione: contro il Bayern Monaco che sarebbe diventato campione, nella gara di ritorno degli ottavi di finale per 0-2. Nelle stesse gare solo 12 volte si è verificato il segno X e ben 37 il segno 1. 

Motivazioni – Nel capitolo dedicato al fattore psicologico non può mancare un accenno alla situazione di classifica della Juventus: i bianconeri vogliono la qualificazione in un gruppo apparentemente facile. Il Real Madrid è inarrivabile e per questo già qualificato. Il Galatasaray, attuale concorrente diretta, prima di Mancini viveva un momento di crisi profonda, che portò all’esonero di Fatih Terim. Ora i turchi, secondi a quota quattro punti, con la Juventus a quota due, sognano il piazzamento per accedere agli ottavi. Antonio Conte sa bene che una sconfitta o un pareggio sarebbero deleteri, se non fatali, per il cammino europeo. Il Galatasaray, ospite del Copenaghen, dovrebbe ottenere una facile vittoria. Con il mancato risultato a Torino, i bianconeri potrebbero dire virtualmente addio alla Champions, in virtù del difficile scontro diretto in Turchia all'ultima giornata.

Share

Commenta

Con il tuo consenso, questo sito internet utilizza cookies di terze parti per migliorare la tua esperienza. Puoi conoscere di più sul nostro utilizzo dei cookies e su come modificare le impostazioni nella nostra Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all'utilizzo dei cookies.